L’ultima inchiesta di Caroni porta a una doppia condanna
REGGIO EMILIA. Ieri in udienza l’onda lunga delle indubbie capacità investigative dell’ispettore Stefano Caroni – stroncato da un infarto due mesi fa – che guidava il nucleo antidroga della...
REGGIO EMILIA. Ieri in udienza l’onda lunga delle indubbie capacità investigative dell’ispettore Stefano Caroni – stroncato da un infarto due mesi fa – che guidava il nucleo antidroga della Municipale. L’amaro destino ha voluto che quella fosse la sua ultima indagine: due arresti per detenzione di cocaina.
Dagli atti processuali è emerso che l’ispettore, fingendosi consumatore, telefonava a un albanese sospettato di spacciare. Più chiamate, riuscendo infine a ottenere l’appuntamento per l’acquisto della sostanza stupefacente. L’arresto venne compiuto da Caroni e dai suoi collaboratori a fine settembre, pochi giorni prima della sua morte improvvisa. Ieri le due sentenze di condanna emesse dal giudice Dario De Luca. La più pesante, 4 anni e mezzo, a carico dell’albanese Ermir Kici, 21 anni, abitante nella Bassa, incensurato, che si trova agli arresti domiciliari. Un anno e otto mesi, col riconoscimento della lieve entità, per l’italiano Alan Bedocchi, 41 anni. La differenza tra le due pene, in attesa di conoscere la motivazione della sentenza prevista entro due settimane, starebbe nel fatto che a Bedocchi è stata contestata solo la detenzione, mentre per Kici – grazie proprio alle telefonate fatte dall’ispettore – c’era anche lo spaccio. Bedocchi è difeso dall’avvocato Giorgio Boiardi, mentre l’albanese dall’avvocato Enrico Corradini. E’ probabile che la sentenza venga impugnata.
Dopo pedinamenti e telefonate-trappola, il blitz dei vigili avvenne in un appartamento di viale Unione Sovietica.(t.s.)
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