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Referendum, in casa Prodi si gioca il derby fra Sì e No

Referendum, in casa Prodi si gioca il derby fra Sì e No

L’ex premier Romano a favore della riforma, sua nipote Silvia invece è contraria La consigliera regionale Pd: «Abbiamo posizioni diverse ma entrambe legittime»

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REGGIO EMILIA. Romano per il Sì, Silvia per il No. In casa Prodi, il referendum di domani diventa un derby di famiglia. Da un lato, l’outing elettorale dell’ex premier ed ex presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, che a sorpresa ha reso pubblico il suo sostegno a favore della riforma. Da un altro lato, invece, il No convinto di sua nipote, Silvia, consigliera regionale Pd, che sul palco del PalaBigi accanto al segretario Fiom, Maurizio Landini, ha partecipato all’evento conclusivo della campagna elettorale di quanti contestano nel merito la riforma voluta da Renzi.

Due posizioni differenti, venute alla luce in tutta la loro chiarezza dopo l’inaspettata nota diffusa dall’ex presidente del Consiglio reggiano, che soltanto poco giorni fa ha deciso di esprimere pubblicamente la propria posizione: «Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondità e la chiarezza necessarie – aveva fatto sapere Prodi – tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull’esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio sì, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale».

Parole in totale contrapposizione con quanto affermato invece in campagna elettorale dalla nipote Silvia, che nei diversi appuntamenti al fianco dell’Anpi e della Cgil non ha risparmiato pesanti critiche alla riforma: «Credo fermamente che la campagna di delegittimazione della figura dei consiglieri regionali, visti come inerti parassiti, così come più in generale la promozione della riduzione dei “politici”, siano profondamente sbagliate». Quanto al rapporto con lo zio e alla decisione di rendere pubblica in extremis la sua presa di posizione, Silvia Prodi in un’intervista rilasciata a la Repubblica ha fatto sapere di non discutere la scelta. «Non lo sento da molto e ho la mia indipendenza. Questa non è una lite in famiglia, sono posizioni politiche differenti, tutte legittime».

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