Ex sindaco deve risarcire 85mila euro
Giorgio Pregheffi, primo cittadino di Ligonchio, condannato a pagare ai cugini la somma prelevata dal conto di una zia
VENTASSO. L’ex sindaco di Ligonchio, Giorgio Pregheffi, è stato condannato dal Tribunale di Reggio Emilia a risarcire, in sede civile, oltre 85mila euro ad alcuni cugini.
La storia affonda le sue radici al 2006 quando l’anziana Amelia Primavori è deceduta a 82 anni. I nipoti della donna, a quel punto, si sono mossi per scoprire dove fossero custoditi i suoi beni. Gli approfondimenti hanno portato a un conto corrente contestato all’ex sindaco Pregheffi e alla stessa Amalia Primavori. L’allora primo cittadino, infatti, assistiva l’anziana zia. Dal conto corrente, secondo quanto scoperto dagli eredi, Pregheffi ha prelevato oltre 85mila euro. I cugini di Pregheffi, quindi, lo hanno denunciato in qualità di eredi.
In particolare, hanno chiesto il rimborso delle «somme indebitamente incassate e prelevate e il risarcimento del danno causato, quantificato in 85mila euro o altra somma che venisse accertata, oltre a interessi e rivalutazione».
Giorgio Pregheffi, secondo quanto è riportato nella sentenza del 20 ottobre scorso, durante il procedimento ha ammesso di avere ricevuto dalla zia l’incarico di gestirne il patrimonio specificando di aver sempre operato con l’autorizzazione dell’anziana zia.
I cugini di Pregheffi hanno formulato la richiesta di risarcimento sia per il reato di circonvenzione d’incapace, sia come eredi della Primavori con obbligo di rendiconto del soggetto delegato.
L’ex sindaco è stato interrogato al riguardo e ha ammesso di avere ricevuto mandato dalla zia per la gestione del suo patrimonio e del conto corrente postale. Pregheffi, in particolare, ha riconosciuto che su quel conto corrente veniva accreditata soltanto la pensione della zia. E ha ammesso che già in precedenza aveva gestito il patrimonio dell’anziana parente. Il conto corrente postale, poi, era cointestato proprio per consentirgli di gestire il patrimonio della zia e, quindi, di adempiere al mandato ricevuto. Pregheffi, inoltre, ha ammesso di non avere mai fornito la rendicontazione dell’attività svolta per conto della zia agli eredi.
Il giudice Simona Boiardi, nella sentenza, ha però specificato che il diritto alla rendicontazione consente agli eredi di chiedere il rendiconto della gestione.
La sentenza riporta, poi, tutte le entrate e le uscite del conto corrente postale in questione. Queste ultime sono pari, complessivamente, a 87.137,08, e tra le voci evidenziate c’è un bonifico di 35mila euro effettuato a favore di Giorgio Pregheffi. Una somma che non risulta riversata sul conto corrente.
Il Tribunale giunge quindi alla conclusione che Pregheffi non ha fornito la rendicontazione relativamente a 86.237 euro, pertanto l’ex sindaco dovrà risarcire questa somma oltre alla rivalutazione monetaria dalla data dei singoli prelievi ad oggi agli eredi che hanno fatto causa.
L’ex primo cittadino di Ligonchio dovrà corrispondere anche le spese di lite di 13.430 euro.
«Crediamo ci siano tutti i presupposti per ricorrere in appello – commenta l’avvocato Cristina Cataliotti, che difende Pregheffi – La sentenza è completamente incentrata sul fatto che non ha presentato la rendicontazione alla quale, invece, era tenuto da mandato. Il giudice non ha riconosciuto alcun reato in capo al mio assistito. E procederemo, quindi, in appello».
In passato Pregheffi ha dichiarato che questa vicenda per lui è «molto dolorosa». Il padre dell’ex primo cittadino ha infatti assistito la donna per 50 anni e avrebbe raccomandato al figlio di fare lo stesso.
L’ex sindaco, in sede penale, era già stato prosciolto, nel 2010, dall’accusa di circonvenzione d’incapace.
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