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L’accordo nel “pubblico” incassa il sì dei sindacati

L’accordo nel “pubblico” incassa il sì dei sindacati

La trattativa sul contratto soddisfa le sigle di sanità, enti locali e funzioni centrali Frigieri (Cgil): «Gli 85 euro in più? Solo l’inizio». Battini (Cisl): «Stagione nuova»

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REGGIO EMILIA. Siglato nei giorni scorsi tra Governo e parti sociali l'accordo quadro per l'avvio della trattativa sul rinnovo dei contratti pubblici. In provincia sono 11mila i lavoratori di settori quali sanità, enti locali e funzioni centrali.

Dopo le tante mobilitazioni dei lavoratori questo accordo consentirà di sedersi al tavolo dei tre comparti del pubblico – sanità, enti locali e funzioni centrali – per ridare centralità al lavoro pubblico e alla contrattazione di secondo livello.

Si tratta di una svolta importante «che riequilibra il rapporto tra legge e contratto ridando il primato a quest'ultimo» spiega Maurizio Frigieri, segretario provinciale della Funzione Pubblica Cgil. Nel testo sottoscritto si parla della necessita di riscrivere una nuova legge sulla contrattualizzazione del rapporto di lavoro, ma si parla anche di assunzioni, di lotta al precariato, di stabilizzazioni, di organizzazione e di conciliazioni di tempi vita lovoro. «Sono le premesse per negoziare da subito contratti di lavoro che sappiano recuperare risorse necessarie per gli aumenti bloccati da anni – sottolinea Frigeri –. Per quanto riguarda la parte economica gli 85 euro annunciati sono solo la base di partenza , da domani la palla passa ai comparti di contrattazione ».

Soddisfazione arriva anche da parte della Funzione Pubblica Cisl. «Quanto convenuto tra Cgil, Cisl e Uil e Governo sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego è prima di tutto il riconoscimento del lavoro di migliaia di lavoratori del settore, ma segna anche il cambio di passo per il quale a lungo ci siamo impegnati – aggiungono dalla segreteria della Funzione pubblica Cisl Emilia Centrale –. Meno burocratizzazione, meno precariato e gerarchia, più formazione e benessere organizzativo, lavoro più agile e attenzione a chi può esprimere servizi innovativi per le comunità”.

«Nel merito – osserva Davide Battini, segretario della Cisl Fp – vengono riconosciute nuove regole per nuovi contratti. Si apre, con un riconosciuto ruolo dei sindacati, una stagione diversa per i servizi pubblici».

Questo accordo politico «assume l’impegno di riequilibrare il rapporto tra legge e contratto – evidenzia Monica Leonardi, della segretaria Cisl Scuola Emilia Centrale – e lo fa a partire dai tavoli aperti al Ministero dell’università e della ricerca».

«È molto importante, certo, la parte economica, ossia gli 85 euro mensili di aumento, contro i 20 da cui si era partiti, – aggiunge Monica Barbolini, segretaria regionale della Cisl Scuola –. Peraltro avremo anche una tassazione inferiore del salario accessorio che, per quanto riguarda il pubblico, in precedenza non c’era».

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