Promessa del rugby investita da un’auto: a 20 anni lotta per la vita
Reggio Emilia: Mihai Ciju dei Diavoli travolto domenica notte mentre camminava sulla statale a Lemignano di Collecchio. Il giovane atleta è ricoverato in coma nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma
REGGIO EMILIA. Dramma in casa Rugby Reggio. Mihai Ciju, 20 anni, ala della squadra rossonera, alle tre della notte fra domenica e ieri è stato investito da un’auto a Lemignano di Collecchio (Parma) e ora si trova ricoverato in coma nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma. In seguito a una serata con alcuni compagni di squadra in un locale di Noceto, Caseificio della Musica-Bertinelli, Ciju e l’amico Umberto Orsenigo, anche lui in forza ai Diavoli, avevano deciso di rincasare a piedi verso Parma, dove vivono, camminando lungo la statale (che in quel punto assume il nome di via Spezia). Proprio nel punto di minore illuminazione, un’automobilista – che non li ha visti e se li è trovati davanti all’improvviso – non ha potuto fare nulla per evitare l’impatto con l’atleta che, fin da subito, è apparso in condizioni gravissime, perdendo conoscenza.
Prontissimo e fortuito l’intervento del compagno di squadra, Umberto Orsenigo, il quale – avendo il patentino da bagnino e vedendo a terra l’amico inerme, che non respirava – ha praticato immediatamente il massaggio cardiaco con successo, rimettendo in funzione il suo cuore.
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L’ambulanza è arrivata di lì a poco, trasportando d’urgenza il ragazzo al Maggiore di Parma, dove sono stati fatti i primi accertamenti.
«Sono distrutto da questa tragedia, è un fatto che mi ha sconvolto – commenta il presidente del club reggiano, Giorgio Bergonzi – È un dispiacere enorme per me. Le ultime informazioni mediche ci lasciano speranze: nonostante le fratture dovute all’urto con l’auto, sembra che Mihai non dovrà subire operazioni chirurgiche a livello della spina dorsale. Il problema grosso, purtroppo, però è alla testa. Ciju ha un trauma cranico con emorragia celebrale che, anche se non evidenzia peggioramenti, non si è ancora arrestata. Le condizioni comunque sembrano stabili».
«Speriamo che il ragazzo ce la faccia – continua il presidente Giorgio Bergonzi – è un giovane forte. Noi possiamo solo aspettare e pregare per una sua guarigione al massimo delle possibilità. Sicuramente dovremo attendere tra le 24 e le 48 ore per cominciare ad avere notizie più certe sulle sue condizioni. Preghiamo e speriamo. È un evento che ha traumatizzato tutti noi».
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Intanto, man mano che la notizia si spargeva tra i compagni, la squadra ha raggiunto l’ospedale di Parma per stare vicino al ragazzo e dar man forte ai familiari, arrivati da Genova all’alba di ieri. I dirigenti, il direttore generale Roberto Manghi e gli stessi atleti del Conad Reggio in queste ore si stanno dando il cambio per rimanere al fianco dell’atleta e raccogliere il maggior numero di notizie dai medici. Lo sconforto tuttavia è generale. Lo stesso Orsenigo non ha mai abbandonato il compagno, neppure per andare a mangiare.
«Siamo tutti vicino a Mihai – conclude Giorgio Bergonzi – chi fisicamente e chi con il pensiero. Ovviamente i suoi amici più stretti non riescono ad allontanarsi, ma, anche se vorremmo, non possiamo andare tutti lì, non è utile ai medici in questo momento. Sicuramente quando si risveglierà ci sarà una fila infinita di amici per stargli vicino in questa nuova sfida che dovrà affrontare».
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