Delitto, il testimone riconosce i due indagati
Cadelbosco Sopra: dietro la morte del corriere della droga un traffico internazionale di eroina
CADELBOSCO SOPRA. Non solo ha confermato di aver assistito all’agonia del pakistano 44enne Muhammad Asghar – che ha riconosciuto in una fotografia del cadavere – ma ha anche indicato, in aula, i due connazionali (seduti nel primo banco, con a fianco gli agenti di polizia penitenziaria) considerati i responsabili della morte dell’asiatico.
Il testimone è stato sentito per un’ora e mezzo in tribunale a Reggio (tecnicamente in un “incidente probatorio”, il cui verbale potrà essere usato come prova nel futuro processo), mentre proseguono le indagini dei carabinieri – coordinati dal pm Giacomo Forte – per capire di preciso dove nel Mantovano fosse diretta quella quantità di ovuli (contenenti eroina liquida) che Asghar aveva nell’intestino (era riuscito ad espellerli tutti tranne uno, il che gli causò nel dicembre del 2015 il malore). Gli inquirenti sono convinti che la morte sia avvenuta nel Reggiano per la scelleratezza dei due complici – il 28enne Aziz Usman (difeso dal legale Federico De Belvis) e il 25enne Muhammad Muezz – mentre il “giro” internazionale di droga avrebbe avuto il Mantovano come radicata destinazione e forse già da tempo funzionava così. Da quanto ricostruito nell’incidente probatorio, l’ovulatore pakistano era atterrato il 20 dicembre dell’anno scorso nell’aeroporto di Malpensa per poi finire nell’abitazione di Bagnolo San Vito (Mantova) in cui Usman viveva con il testimone-chiave. Quest’ultimo ha detto che nei primi due giorni Asghar aveva cominciato ad avere dei leggeri malesseri, poi il terzo giorno la situazione era talmente precipitata («Non parlava nemmeno più») che il testimone stesso aveva insistito con Ussam affinché l’ospite fosse portato in ospedale. E il quarto giorno Ussam e Muezz caricarono in macchina il 44enne, facendo credere che lo stavano portando in ospedale. Invece lasciarono Asghar al freddo, seminudo ed agonizzante, in una strada isolata nelle campagne di Cadelbosco Sopra. Il testimone era stato poi rassicurato dai conoscenti sulle condizioni del connazionale, conoscerà la tremenda verità solo dai carabinieri quando su quella morte sospetta scattarono le indagini.
Usman – che ora è in cella a Reggio – era stato arrestato in stazione a Guastalla, mentre per Muezz le manette erano scattate nel centro di prima accoglienza di Brindisi (ed attualmente si trova nel carcere della città pugliese).(t.s.)
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