«Non rivedremo più i 10 milioni di prestito»
Castelnovo Sotto, preoccupazione all’assemblea dei soci Coopsette. Nuovo incontro con i sindacati
CASTELNOVO SOTTO. Un’assemblea per illustrare lo stato passivo da cui sono emerse profonde preoccupazioni per la mancata restituzione del prestito sociale che, complessivamente, ammonta a 10 milioni di euro.
Si è svolta ieri pomeriggio, alla Caleidos di Poviglio, una nuova assemblea convocata nell’ambito della procedura fallimentare per spiegare alcuni punti dello stato passivo. Vi hanno preso parte numerosi soci lavoratori e qualche socio sovventore. In particolare, dall’incontro è emerso nuovamente l’allarme per l’inserimento del prestito sociale tra i crediti chirografari. Tra i crediti, quindi, all’ultimo posto nei rimborsi. Un aspetto che preoccupa molto anche i sindacati che la prossima settimana intendono indire a loro volta un’altra assemblea con i lavoratori per discutere, insieme a Federconsumatori, le prossime mosse.
«Durante l’assemblea sono stati illustrati i vari punti dello stato passivo – spiega Rudi Zaniboni di Cgil –. Lo scopo è stato quello diillustrare ai partecipanti come funziona la procedura. Lo stato passivo, in questo periodo, è valutato anche dallo stesso sindacato e da Federconsumatori perché possa essere espresso un giudizio. I soci, da tempo, sono arrabbiati perché se, da un lato, capiscono che la quota sociale possa andare persa, dall’altro, invece, non si rassegnano a vedere finire in fumo la parte di prestito sociale. La quota sociale, infatti, implica in sè una percentuale di rischio. Il prestito sociale, invece, deve essere restituito. Mentre non è garantita in alcun modo la restituzione del prestito. Così, per la prossima settimana, ci siamo prefissi di convocare un’assemblea con i lavoratori per capire, insieme a loro, quali saranno i prossimi provvedimenti da adottare» conclude Zaniboni.
Esprime perplessità per avere saputo solo in un secondo momenot dell’esistenza dell’assemblea di ieri, Sveno Ferri del comitato di soci sovventori che si è formato in merito alla vicenda Coop sette. «Non sapevamo nulla di questa convocazione – sottolinea Ferri –. Quest’assemblea formale è stata convocata in modo strano, quindi. Esprimiamo anche noi profonda preoccupazione per il prestito sociale, pari a 10 milioni di euro, in tutto. Di questa somma, 7 milioni sono in capo ai soci pnesionati, gli altri 3 ai soci lavoratori. Complessivamente, i soci prestatori sono suddivisi fra 329 pensionati e 222 lavoratori. Il prestito sociale – aggiunge Ferri – è stato considerato chirografario, purtroppo. È stato ammesso, quindi, allo stato passivo ma non risulta tra i primi crediti che verranno rimborsati».
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