Gazzetta di Reggio

Reggio

Pensioni da rivalutare? Interessati 35mila reggiani

Pensioni da rivalutare? Interessati 35mila reggiani

Un centinaio di persone si è dato appuntamento ieri mattina all’hotel San Marco A loro è stata proposta da una società ad hoc un’azione collettiva a pagamento

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Sono mesi che tra i pensionati si discute degli arretrati mai avuti dal 2012 e di rivalutazione della pensione.

Soprattutto dopo che la Corte Costituzionale con la sentenza 70/ 2015 ha dichiarato illegittimo il decreto Fornero-Monti del 2011 che ha bloccato gli aumenti di pensione a chi percepiva un assegno Inps superiore a 1.450 euro lordi al mese, (circa 1.088 euro netti). Molti pensionati sono rimasti insoddisfatti della rivalutazione introdotta con il decreto 65/ 2015 che ha riconosciuto solo un rimborso parziale e solo per alcune categorie e niente per molte altre. Ed è una marea di persone: 35mila nel Reggiano e circa sei milioni in Italia.

E se tutti si vedranno riconosciuto il diritto alla rivalutazione della propria pensione, sia che percepiscano 1.500 euro lordi al mese, o che ne percepiscano 6.850.000, per l’Erario sarà un salasso stimato in 24 miliardi di euro. All’incirca due finanziarie.

Tra chi si è sentito defraudato di un diritto e di soldi e non si è fatto commuovere dalle lacrime del ministro Fornero – quando annunciò il netto taglio alle pensioni – anche il centinaio di pensionati reggiani, che ieri mattina si è ritrovato all’hotel San Marco in piazzale Marconi, per ascoltare, capire e decidere se presentare ricorso fino alla Corte Costituzionale.

E, soprattutto, se farlo da soli o aderendo alla proposta di presentarlo in forma collettiva, come è stato loro proposto dalla società Gestione crediti pubblici srl (Gestione crediti contro la pubblica amministrazione) e dallo studio legale Frisani di Firenze. Un’azione collettiva hanno spiegato Silvia Malandrin e l’avvocato Emanuela Rosarnò «che ha già raccolto 10mila deleghe per espletare le pratiche, l’autorizzazione a curare il contenzioso con la Pubblica Amministrazione (ricorso al Tribunale ordinario per i lavoratori privati e alla Corte dei Conti per i dipendenti pubblici), oltre all’eventuale assistenza davanti alla Consulta». Intanto la prima cosa da fare, è stato sottolineato, «è inviare una raccomandata all'Inps entro il 31 dicembre, per interrompere la prescrizione». (r.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google