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Solidarietà a Caruso, Pd diviso

Solidarietà a Caruso, Pd diviso

Undici consiglieri di maggioranza, più Sel, firmano un documento: ma agli altri 8 non è stato chiesto

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REGGIO EMILIA.

Undici consiglieri comunali del Pd, più Lucia Lusenti di Sel, hanno espresso solidarietà al presidente del tribunale di Bologna Francesco Caruso, finito nel mirino del Csm a seguito delle opinioni espresse sulla sua pagina Facebook sul referendum e rilanciate dalla Gazzetta di Reggio.

I consiglieri di maggioranza hanno firmato un documento nel quale si rimarca che «la libertà di pensiero sancita dalla carta costituzionale debba essere sempre rispettata e garantita».

La presa di posizione arriva a urne chiuse «per non dare alcuna argomentazione di strumentalità a questa nostra convinta posizione».

Il documento è stato promosso da Pierluigi Saccardi e ha trovato l’adesione di buona parte dei consiglieri Pd. Mancano le firme di otto esponenti del Pd, ai quali però non è stato nemmeno chiesto di aderire. «Il presidente del Tribunale - si legge nel documento - non ha mai inteso esternare in maniera pubblica la propria opinione sul referendum offrendo soltanto ai propri amici, mediante social network delle convinzioni di opportunità, perimetrandole e canalizzandole dentro un alveo privato ben delimitato nei confronti dei contatti».

Il presidente Caruso ha espresso anche pubblicamente le sue posizioni sul referendum, auspicando la vittoria delNo. In un incontro pubblico a Ferrara aveva detto che la riforma «vuole cambiare una Costituzione troppo democratica, che aspira a principi di libertà e uguaglianza scomodi al sistema politico attuale e incompatibili con lo sviluppo del capitale finanziario». Posizioni che non hanno impedito ai consiglieri Pd di esprimere solidarietà a Caruso «per la professionalità riconosciuta tra l’altro unanimamente, non più tardi di 10 giorni fa, da tutte le istituzioni nel commiato dal tribunale di Reggio».

Una parte del Pd reggiano, e non solo, non ha però ritenuto opportune le prese di posizione del giudice e si spiega così il fatto che il documento sia stato sottoposto a 11 consiglieri su 19 (anche se nulla si può dire su come la pensano gli otto che non sono stati interpellati). (j.d.p.)

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