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Cellular Line torna in vendita a 270 milioni

Enrico Lorenzo Tidona
Cellular Line torna in vendita a 270 milioni

L’azienda di Aleotti, già finita in mano al fondo della Luis Vuitton, è ora nel mirino di altri due fondi (Carlyle e Alpha)

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REGGIO EMILIA  Le custodie e gli accessori sono un business che non conosce crisi. Con 154 milioni di euro fatturati nel 2015, una redditività sulle vendite del 13% e un utile di quasi 9 milioni di euro Cellular Line fa gola a molti. L’azienda che veste i telefonini è nuovamente nel mirino dei fondi dopo la cessione della maggioranza dalle famiglie reggiane Aleotti e Foglio al private equity L-Capital, nato come costola finanziaria del gruppo francese del lusso Lvmh e guidato da Andrea Ottaviano, affiancato dal socio di minoranza Motion. L-Capital ha acquisito Cellular Line nel 2013 assieme al fondo Dvr Capital per 180 milioni, lasciando la minoranza in mano ai vecchi proprietari. Nella sede di Reggio Emilia sarebbero in arrivo le offerte di due grandi investitori: il colosso americano Carlyle, affidato alla gestione in territorio italiano al manager Marco De Benedetti, e il gruppo finanziario Alpha gestito da Edoardo Lanzavecchia.

L’azienda al momento non rilascia commenti sull’operazione. I tempi per la cessione sono stretti, entro la fine dell’anno secondo quanto riportato in queste ore, con una valutazione da capogiro dell’azienda, che si aggirerebbe attorno ai 270 milioni di euro. Un classico calcolo che prende l’Ebitda 2016 - attorno ai 40 milioni, in linea con il 2015 - e lo multiplica per 6-7 volte.

Una valorizzazione di tutto rispetto per il marchio lanciato nel 1990, divenuto una società di distribuzione per i primi telefoni cellulari, e che deve oggi la sua leadership ad un’esperienza di oltre 25 anni nel settore della telefonia. Fu proprio la scarsa autonomia dei telefoni e-tacs nei primi anni, a spingere Cellular Italia a produrre accessori per il cellulare, in particolare il caricabatterie da auto, e a lanciare un marchio dedicato. Di lì a poco, grazie al successo dell’iniziativa, l’azienda iniziò stabilmente la produzione di accessori per telefonia mobile, abbandonando la distribuzione dei telefoni, consolidò così la sua presenza in Italia e iniziò ad esportare i prodotti all’estero. Nel 2005 è divenuta un gruppo poi, nel 2013, la svolta societaria, con la maggioranza della società è stata acquisita da L-Capital, segnando così un nuovo percorso evolutivo verso l’internazionalizzazione e l’affermazione del brand: oltre alle 4 sedi europee (in Italia, Francia, Spagna, Svizzera), l’azienda può vantare oggi una distribuzione intercontinentale del marchio Cellularline, in oltre 60 paesi. Nella cassaforte Ginetta, che detiene il controllo dell’azienda, c’è Slmk Sa, società lussemburghese con oltre il 50% delle quote, oltre a Christian Aleotti e Stefano Aleotti con il 9,14%, quest’ultimo vulcanico imprenditore che ha da poco aperto “Ruote da sogno”, il salone delle moto e auto d’epoca, divenuto già tra i più blasonati in Italia e in Europa.

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