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Coopsette, anche 2 sindaci tra i creditori

di Serena Arbizzi
Coopsette, anche 2 sindaci tra i creditori

Il primo cittadino di Castelnovo Sotto e l’ex di Poviglio: «Restituiteci i prestiti. Vogliamo che nasca una nuova società»

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CASTELNOVO SOTTO. Un ex sindaco e un sindaco accomunati, come tanti altri lavoratori, da un destino comune. Stefano Carpi, ex primo cittadino di Poviglio, e Maurizio Bottazzi, attuale sindaco di Castelnovo Sotto, sono entrambi lavoratori Coopsette. Come è emerso anche dopo l’assemblea di lunedì , durante la quale il curatore fallimentare ha illustrato lo stato passivo, la situazione della cooperativa è sempre più intricata e i soci vedono sempre più come un miraggio la possibilità di vedersi rimborsati sia la propria quota sociale, sia il prestito.

Stefano Carpi, sposato con tre figli, è un socio lavoratore che ha investito 12.500 euro di quota sociale in Coopsette, da sette anni. Carpi della gestione di vari contratti e dell’impiantistica relativa alle varie sedi della cooperativa. «Sono entrato nel 2009 in Coopsette su richiesta dei dirigenti di allora – spiega Carpi, che fa parte del comitato soci lavoratori –. Le avvisaglie della crisi si sentivano già sette anni fa, ma non era facile capire che da lì sarebbe diventata una débacle. Ci sono alcuni punti principali che abbiamo chiesto energicamente al ministro Poletti quando lo abbiamo incontrato. Primo, la proroga della cassa integrazione. Secondo, l’attivazione di politiche del lavoro che consentano azioni per tutti e non soltanto per i singoli. La divisione prefabbricati e ferroviaria, in cui trova impiego un centinaio di lavoratori, sono state acquisite da un privato. Mentre il commissario metterà all’asta la divisione Methis che si occupa di arredi d’ufficio e pareti in vetro. Methis ha ottenuto la continuità lavorativa: vale a dire, se riceve degli ordini deve farvi fronte. La cassa integrazione concessa dal Ministero, in questo caso, è fino al 28 febbraio: si spera, quindi, che l’asta vada a buon fine. Il problema più grosso è per il ramo costruzioni servizi centrali e la divisione Teleya, in tutto 200 lavoratori, in cassa fino al 31 marzo. Il problema grande, per tutti i lavoratori, è legato al prestito e alle quote sociali, oltre ai crediti da lavoro, ovvero stipendi non pagati o tredicesime non erogate. Tutti i dipendenti vantano qualcosa. Noi siamo orgogliosi di avere costruito una parte fondante del movimento cooperativo e ci piacerebbe che nascesse una newco alla stregua di quelle formate da Sicrea» conclude Carpi.

Ribadisce con forza la volontà che venga fatto qualcosa per salvare la cooperativa e garantire i diritti dei lavoratori anche il sindaco Maurizio Bottazzi, 33 anni, dipendente Coopsette in aspettativa a zero ore. «Nella cooperativa facevo l’ingegnere nell’ufficio tecnico settore costruzioni –spiega il primo cittadino che vanta debiti da lavoro non pagato nei confronti di Coopsette –. La preoccupazione di non rientrare in possesso del prestito sociale è altissima. Per questo vorrei fare un appello alla Lega delle cooperative, perché tenga in alta considerazione la nostra situazione. Ogni lavoratore dev’essere messo nella condizione di vedersi restituita la propria parte e si deve agire per salvare quanto può essere salvato».

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