Gazzetta di Reggio

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Maxi furto da Eros Motor: «È il 52esimo»

di Ambra Prati
Maxi furto da Eros Motor: «È il 52esimo»

Nella notte quattro banditi hanno sfondato la vetrata a colpi di mazza e preso abbigliamento per un valore di 40mila euro

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REGGIO EMILIA. Siamo a quota 52 furti in 26 anni: un vero e proprio record negativo di cui è vittima Eros Motor, storica concessionaria Yamaha di via del Quaresimo a Codemondo.

«Il calcolo è spannometrico, però la media è sempre stata di due colpi all’anno. E il 2016 non è ancora finito: i ladri devono fare di regali di Natale», commenta tra l’ironico e lo sconsolato uno dei soci, Boris Magnanini.

Nonostante il sofisticato sistema antintrusione e la ridda di telecamere e sensori installati nel tempo, nella notte tra lunedì e ieri i ladri sono entrati in azione nuovamente. «Era quasi l’una di notte quando è scattato l’allarme, mi sono precipitato in negozio: ma ovviamente quando sono arrivato, insieme ai poliziotti, dei malviventi non c’era più traccia», prosegue Magnanini.

Le telecamere di videosorveglianza hanno immortalato il raid. I filmati mostrano l’arrivo di un furgone, dal quale scendono in quattro, uno rimane a fare da “palo”, tre prendono a mazzate la vetrata («le mazze se le sono portate via»), si introducono all’interno, arraffano capi di abbigliamento e infibne fuggono.

«Il sistema di sicurezza ha funzionato alla perfezione, ma i ladri hanno agito in un minuto e 45 secondi: sono efficienti e operativi - prosegue Magnanini -. Sul bottino dobbiamo ancora stilare un esatto inventario, ma hanno portato via 20-25 tute in pelle, una trentina o quarantina giacche in pelle, altrettante giacche in goretex: il valore si aggira sui 40mila euro. Per fortuna, questa volta non hanno danneggiato le moto».

La caccia all’uomo della polizia, che ha battuto l’intera zona al confine tra Reggio e Cavriago, non ha dato alcun esito. «Abbiamo consegnato i filmati delle telecamere, presentato denuncia, ormai conosciamo benissimo la trafila - conclude il titolare -. L’unica preoccupazione è l’assicurazione: ci sarà da battagliare, i colpi di quest’anno sono stati pesanti a livello di bottino. Rassegnati? No, siamo arrabbiati, ma non possiamo far altro che tenere duro».

L’ultimo precedente risale alla notte tra 20 e 21 settembre 2016, quando i soliti ignoti, dopo aver posizionato contro il muro due pallet che si trovavano all’esterno dell’officina, si erano arrampicati fino alla finestra del primo piano, si erano introdotti nel magazzino e avevano fatto razzia di gran parte dei capi di abbigliamento: in quell’occasione erano spariti circa 250 giacche da motociclista di pelle e di tessuto, una decina di tute in pelle, un centinaio di pantaloni, una settantina di caschi, per un valore di 60-70mila euro.

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