Treni, i biglietti sono un miraggio
Guadagni risicati: i rivenditori si sfilano. Utenti costretti a farli in vettura pagando il sovrapprezzo
REGGIO EMILIA. Il pendolare, studente o lavoratore, si pone il problema soltanto una volta all’anno o, tutt’al più, all'inizio del mese, quando per acquistare l’abbonamento deve fare la fila agli sportelli dell’autostazione, in piazzale Europa, o nelle altre tre biglietterie della provincia, a Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti. Invece per il viaggiatore occasionale è un’impresa ardua trovare un biglietto per salire su un treno delle ex-Ferrovie reggiane. Presso le stazioni e le fermate è vano cercare una macchinetta automatica o, almeno, un cartello che informi su dove e quando reperire il titolo di viaggio. Non resta che precipitarsi nella tabaccheria o nel bar più vicino, sperando di trovarlo aperto. Ma anche in tal caso è possibile sentirsi rispondere: «Una volta vendevamo i biglietti, ora no, perché non abbiamo più convenienza». A quel punto il malcapitato, se non ha perso la corsa, sale ugualmente sul convoglio, rassegnato a comperare il biglietto dal controllore pagando il sovrapprezzo fisso, che ammonta a cinque euro anche per una tratta di pochi chilometri. Le lamentele dei viaggiatori riguardano principalmente la Reggio-Ciano, ma le difficoltà sono segnalate anche sulle linee di Guastalla e Sassuolo, pure dipendenti dall'azienda regionale Tper (Trasporto passeggeri dell'Emilia-Romagna). Fino al 2009, quando il servizio era gestito dall'Azienda consorziale trasporti, la rete dei punti vendita era capillare: «Allora - riferisce il titolare dell'edicola e tabaccheria della stazione di Scandiano - i biglietti ci venivano consegnati direttamente dall'Act. Ora li dobbiamo andare a ritirare dal Banco San Geminiano e San Prospero, perdendo del tempo. Perciò diversi esercenti hanno smesso di rivenderli». «Il nostro compenso - aggiunge Rita Amoretti, tabaccaia di Cavriago - è irrisorio. Ormai lavoriamo per niente, solo per favorire i clienti». Da alcuni anni la bigliettazione è stata uniformata. I biglietti degli autobus valgono anche per i treni di Tper. Nel suo sito online, aggiornato periodicamente, Seta elenca ancora quattrocento esercizi, fra tabaccherie, edicole e bar, che nella nostra provincia vendono i titoli di viaggio singoli, con esclusione degli abbonamenti. Tuttavia vi è compreso qualcuno che non li vende più, ad esempio il bar Orient Express che aveva sede presso la stazione di Ciano. La questione concerne anche il trasporto pubblico su gomma: «Lungo la valle del Tresinaro servita dai bus - rileva Giacomo Cerlini, tabaccaio di Scandiano - non si trovano più i biglietti in vendita, anche perchè molti esercenti non raggiungono gli ordinativi minimi richiesti». Tuttavia sugli autobus extraurbani il titolo di viaggio si può acquistare a bordo dall'autista con un sovrapprezzo minimo, limitato ai centesimi necessari per arrotondare il prezzo all'euro.
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