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Casa protetta e centro diurno Festa per i lavori del dopo-sisma

di Mauro Pinotti
Casa protetta e centro diurno Festa per i lavori del dopo-sisma

REGGIOLO. Domenica prossima, alle ore 11, la casa protetta e il centro diurno comunale di Reggiolo saranno restituiti alla comunità, dopo i lavori di ristrutturazione eseguiti per riparare i danni...

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REGGIOLO. Domenica prossima, alle ore 11, la casa protetta e il centro diurno comunale di Reggiolo saranno restituiti alla comunità, dopo i lavori di ristrutturazione eseguiti per riparare i danni del terremoto. Lavori che hanno anche migliorato e reso più funzionali gli spazi destinati ad accogliere gli anziani.

I lavori alla struttura sono costati 618mila euro, finanziati dalla Regione Emilia Romagna per 288mila euro e, per la restante parte, con risorse comunali, dal risarcimento assicurativo per i danni provocati dal sisma e da importanti donazioni private; 15mila euro sono poi arrivati dalle Fcr e altri 6mila dai lavoratori e dai sindacati di San Marino per l’acquisto degli arredi interni necessari ai servizi.

LA CERIMONIA. Alla cerimonia d’inaugurazione della casa protetta, che verrà intitolata al professor Ermete Fontanili, e del centro diurno Amarcord di via Dante saranno presenti Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna; Gianmaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia e Roberto Angeli, sindaco di Reggiolo. Sarà soprattutto una festa per i cittadini e per le famiglie per il grande pranzo di Natale che metterà a tavola oltre cento persone. Il menù è stato scelto dagli ospiti: cappelletti in brodo, rosette al prosciutto, zampone e lenticchie, manzo al limone, zuppa inglese e naturalmente lambrusco. Un particolare gastronomico non secondario perché tra le opere che hanno migliorato il servizio della struttura, c’è anche la cucina gestita da Cir e che oggi riesce a preparare 150-200 pasti al giorno per rispondere alle esigenze dei 32 ospiti delle casa protetta e dei 15 accolti nel centro diurno, dell’asilo nido e della scuola comunale, nonché del servizio di assistenza domiciliare.

CHI ERA. Ermete Fontanili (1908 - 1988), originario di Casina, nel 1933 si laureò con lode in medicina e nel 1938, dopo la specializzazione in chirurgia generale, vinse il concorso per la prima condotta di Reggiolo e la collegata direzione dell’ospedale Don Prospero Verona. Chiamato alle armi nel 1942, sul fronte greco, conobbe il campo di concentramento di Agrinion per non avere aderito, dopo l’8 settembre del 1943, alla repubblica sociale italiana. Nel 1945 rientrò in Italia e, grazie al Cln  di Reggiolo, rientrò nel posto di lavoro sotto la presidenza del cav. Aifro Aldrovandi. In quel periodo pubblicò una quarantina di  saggi scientifici e, nel 1959, superò l’esame di idoneità per la libera docenza in “Anatomia Chirurgica e corso di operazioni” con l’acquisizione del titolo di professore.  Si avvalse della collaborazione di diversi colleghi della zona, in particolare dei reggiolesi Ermes Musatti e Sauro Rottenstreich, attivando la sala operatoria per qualificati interventi chirurgici urologici, ginecologici, ortopedici e con molte prestazioni di pronto soccorso. Nel 1964 fu eletto presidente nazionale dell’Associazione delle infermerie italiane e successivamente riuscì, insieme all’allora presidente Giuseppe Ciscato, a far classificare l’infermeria di Reggiolo in ente ospedaliero. Il Comune vuole così ricordare Fontanili per l’importante contributo al benessere della comunità, per l’amore, l’umanità e lo spirito di servizio che lo guidarono nella professione di medico.

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