Con la pistola 7 giorni prima dell’agguato
Pietro Scarfone, terzo figlio di Rocco, è in carcere per il possesso di un’arma da fuoco rubata
REGGIO EMILIA. Il brutale pestaggio di un 23enne reggiano al distributore di benzina Iper Petroli, a Fogliano, si tinge di un retroscena ancora più inquietante. Oltre ai tre Scarfone autori dell’aggressione, infatti, un quarto membro della famiglia sta avendo guai con la giustizia.
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Si tratta di Pietro, figlio di Rocco e fratello di Luca e Pasquale Alessandro, che è in carcere per il possesso di una pistola rubata. A scoprirlo sempre i carabinieri, nel corso di un controllo stradale effettuato sabato 26 novembre in via Turati a Veggia. Il giovane 21enne stava viaggiando su un furgoncino in compagnia del padre, quando i militari hanno fermato il veicolo. E, vista l’agitazione del giovane, hanno poi deciso di perquisire i due.
Da qui la scoperta: Pietro aveva con sè, nascosta dentro le mutande, nel fondoschiena, una semiautomatica Ruger Storm calibro 9 x 21, completa di otto cartucce inserite nel caricatore, rubata il 15 settembre 2015 a Formigine (Modena) in una casa privata.
In quell’occasione il padre Rocco si era infuriato molto con il figlio in presenza dei carabinieri. Ma il pestaggio avvenuto da parte sua e dei suoi altri due figli, appena una settimana dopo questa vicenda, getta ombre inquietanti e non può non far sorgere una domanda. Forse che quella pistola sarebbe dovuta servire proprio per farla pagare al reggiano debitore degli Scarfone?
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