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Delmonte: «Colli sapeva tutto ma ha atteso il post-referendum»

Delmonte: «Colli sapeva tutto ma ha atteso il post-referendum»

MONTECCHIO. «Il sindaco Paolo Colli sapeva, ma ha taciuto fino al post referendum». Gabriele Delmonte, consigliere comunale a Montecchio nonché vice capogruppo della Lega Nord in Regione, non usa...

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MONTECCHIO. «Il sindaco Paolo Colli sapeva, ma ha taciuto fino al post referendum». Gabriele Delmonte, consigliere comunale a Montecchio nonché vice capogruppo della Lega Nord in Regione, non usa mezzi termini. «A lasciare con l’amaro in bocca non sono solo i comportamenti, ma i tempi. Tempi che non sono stati scelti a caso: la lettera arrivata agli inquilini dello stabile di via Chierici è arrivata martedì mattina e li invitava a una riunione fissata per la sera. Emergenza? Assolutamente no. La lettera, infatti, ha una data antecedente al 4 dicembre, ma qualcuno ha evidentemente preferito attendere. Meglio non infastidire nessuno, avranno pensato in Comune – prosegue Delmonte – sempre martedì, un camioncino aveva già scaricato mobili, televisori, ferri da stiro e tutto il necessario per accogliere gli ospiti. Tutto si sapeva già da giorni quindi ma nessuno ha detto nulla. Tutto rimandato (guarda caso) a dopo il referendum di domenica scorsa?».

Secondo l’esponente leghista «la riunione avrebbe dovuto farla con tutti i cittadini, non è soltanto il problema di un palazzo ma di un’intera comunità. Invece solo martedì sera i cittadini hanno saputo loro malgrado quello che accadeva e che non poteva più essere modificato. E come se non bastasse questi dodici profughi, ma sembra che a Montecchio, in tempi non ancora chiariti, arriveranno altri 27 richiedenti asilo,troveranno occupazione in Comune. Qualche cosa che gli permetta di andare avanti. La stessa cortesia che non è stata fatta ai nostri concittadini che qui lavorano e pagano le tasse. Basta guardare all’ultimo bando per operai comunali dove, a fronte di un solo posto, si sono presentati oltre 100 candidati».

Delmonte conclude: «Se si vuole la partecipazione comunale alla vita della cosa pubblica bisogna anche dare spazi di partecipazione. Altrimenti sarà sempre e solo una presa in giro». (am.p.)

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