Gazzetta di Reggio

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I dodici profughi vengono ospitati in due palazzine

di Ambra Prati
I dodici profughi vengono ospitati in due palazzine

Sei sono già arrivati, sei arriveranno lunedì prossimo Colli: «Vogliamo impiegarli in lavori socialmente utili»

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MONTECCHIO. Due nuclei familiari di richiedenti asilo (sei dal Gambia e sei dalla Nigeria), stanno arrivando a Montecchio e troveranno ospitalità in due appartamenti privati: lo ha annunciato il sindaco Paolo Colli ai residenti delle palazzine, una in via Delrio, in pieno centro storico, e l’altra in via Chierici, nel quartiere Bosino. Gli arrivi saranno scaglionati: in via Chierici gli ospiti sono giunti ieri, in via Delrio lunedì prossimo.

Ma l’operazione accoglienza ha scatenato la reazione della Lega Nord ed in particolare di Gabriele Delmonte, che ha depositato un’interrogazione e ha accusato il primo cittadino di aver “insabbiato” il tutto.

Pronta la risposta dal palazzo comunale: «Non ho nessuna intenzione di entrare in polemica con la Lega, che utilizza questi temi in modo strumentale: è legittimo da parte loro, ma non voglio seguirli su questa strada – afferma il sindaco Paolo Colli –. I Comuni vengono solo informati dalla Dimora d’Abramo, che gestisce i profughi, quando quest’ultima trova alloggi in loco. In questo caso una settimana fa la cooperativa ci ha correttamente informato del contratto siglato con due proprietari privati e del numero degli arrivi. La nazionalità l’ho appresa ieri via email».

Quello che però contestano Lega Nord e Movimento 5 Stelle è la tempistica, visto che martedì mattina il sindaco ha convocato per il tardo pomeriggio la Commissione servizi sociali e sanità («ritenuta l’organismo più adatto e formata da almeno un rappresentante di ogni schieramento», precisa il primo cittadino) e per la serata stessa, nella sede dei servizi sociali, all’ex pretura, un’assemblea pubblica per informare i residenti delle due palazzine coinvolte.

«Niente allarmismi, ma il sindaco avrebbe potuto almeno informarci – dice il consigliere comunale Mauro Caldini del M5S –. Abbiamo appreso la notizia dalla stampa. Le istituzioni di cui siamo parte potrebbero almeno prenderci in considerazione».

Un’accusa che Colli respinge. «Assolutamente no, non si è perso un minuto. E’ servito il tempo tecnico per organizzarsi: ad esempio, uno degli amministratori mi aveva proposto di partecipare all’assemblea del condominio sabato prossimo, ma bisognava farlo prima. Del resto Montecchio è l’unico Comune della Val d’Enza che finora non contava nessun rifugiato».

Martedì sera hanno partecipato alla riunione alcuni residenti, due rappresentanti del centro Papa Giovanni XXIII, lo stesso Colli, alcuni consiglieri e quattro leghisti. I residenti hanno espresso le loro perplessità, mentre sono scattate le scintille tra Delmonte e Marco Pellicelli, consigliere Pd. «A mio avviso la serata è stata positiva – dice Colli –. Ha permesso ai cittadini di esternare i propri timori e le diffidenze affrontandole con serenità, mentre i rappresentanti della Papa Giovanni hanno illustrato gli elementi con dovizia di dettagli». In altri paesi, come ad esempio la confinante Bibbiano, l’amministrazione comunale ha piantato paletti precisi, chiedendo di ospitare solo donne. «Non ci interessa la tipologia – conclde Colli – noi siamo disponibili ad accogliere valutando le singole situazioni purché si sviluppino dei progetti d’integrazione. Vogliamo che questi rifugiati non siano lasciati inattivi, ma siano impiegati in lavori socialmente utili o di volontariato: ad esempio, potranno affiancare gli operatori comunali nel pulire strade e parchi. Poi verificheremo insieme alle associazioni di volontariato eventuali bisogni e disponibilità».

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