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CARPINETI, IL LABORATORIO DI MAROLA

Il turismo in Appennino reggiano ha bisogno di una “rete” condivisa

Il turismo in Appennino reggiano ha bisogno di una “rete” condivisa

CARPINETI. Una buona partecipazione, non soltanto in termini numerici ma anche per le domande, le sollecitazioni e i suggerimenti che sono stati avanzati, ha salutato martedì mattina, al seminario di...

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CARPINETI. Una buona partecipazione, non soltanto in termini numerici ma anche per le domande, le sollecitazioni e i suggerimenti che sono stati avanzati, ha salutato martedì mattina, al seminario di Marola, la prima edizione del “Laboratorio sul turismo in Appennino”. L’evento, organizzato in collaborazione da Unione dei Comuni dell’Appennino, Parco nazionale e Camera di Commercio di Reggio, ha visto la partecipazione, oltre che dei vertici dei tre enti organizzatori (Enrico Bini per l’Unione, Fausto Giovanelli per il Parco e Giovanni Teneggi per la Camera di commercio), di amministratori del territorio (in primis il “padrone di casa” Tiziano Borghi, sindaco di Carpineti) ed operatori turistici e commerciali da tutta la montagna.

«Credo sia stato un momento positivo e importante – afferma il sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell’Unione dei Comuni, Enrico Bini –. Tutti gli operatori presenti hanno concordato sulla necessità di fare sistema, che rappresenta l’elemento chiave per compiere finalmente il salto di qualità in un settore competitivo ormai a livello internazionale come quello del turismo. In Appennino abbiamo attrattive uniche, ma che spesso negli anni sono state poco valorizzate perché si è ragionato in termini ristretti e con uno scarso coordinamento tra amministratori e operatori».

«Ora – ha aggiunto Bini – grazie al Parco nazionale, all’area Mab Unesco, all’essere stati selezionati come territorio pilota in regione per il progetto nazionale Aree interne, ci sono le potenzialità di proporci come area vasta e dal grandissimo potenziale. Avremo l'opportunità di investire meglio in azioni per farci conoscere a livello nazionale e internazionale. E’ stata anche sottolineata la necessità di vedere il turismo come settore integrato con altri che rappresentano le radici e le tradizioni del nostro territorio, in particolare l’agricoltura e la produzione del Parmigiano Reggiano. Ci siamo dati un nuovo appuntamento in gennaio, perché quello iniziati sarà un percorso che continueremo insieme».

Aggiunge il presidente del Parco nazionale, Fausto Giovanelli: «Abbiamo voluto chiamare questo appuntamento “laboratorio” perché sia chiaro che qui non si dettano dei piani o si tirano delle conclusione, ma si costruiscono percorsi condivisi; un laboratori d’idee aperto a tutti i soggetti pubblici, alle realtà imprenditoriali turistiche, alle associazioni e a tutti quelli che a vario titolo sono impegnati a mettere a sistema le eccellenze dell'Appennino e che operano per la valorizzazione del territorio. “Prendersi cura dell'Appennino”, la parola d’ordine che abbiamo reso base della giornata, è la sintesi di un’idea forte e condivisa che, al di là di tradursi in immagini, è un’azione in corso. Posso aggiungere che è significativo che proprio a Marola si inizi questo percorso laboratoriale; proprio qui, sul tracciato storico della Via Matildica del Volto Santo, che è recentemente rientrata in un importate progetto di valorizzazione finanziata dalla regione Emilia Romagna per i beni ambientali e il turismo dell’area Mab Unesco dell’Appennino tosco-emiliano. Un progetto che il Parco nazionale e i Comuni hanno condiviso e gestiranno insieme nei prossimi mesi e anni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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