La scuola diventa sala per mostre
Fabbrico, stamattina l’inaugurazione dello spazio espositivo alla De Amicis
FABBRICO. Stamani alle 10.30, nella scuola di via Edmondo De Amicis, ritornata a nuova vita dopo le ferite inferte dalle scosse sismiche del maggio 2012, verrà inaugurato uno spazio per mostre, rassegne, iniziative rivolte alla cittadinanza.
Si tratta di un impegno che si era preso l'amministrazione comunale e che adesso vede il progetto sarà completato.
«A Fabbrico – spiega l'assessore comunale alla scuola, Patrizia Scardovelli – non c’è mai stato un ambiente dedicato alle esposizioni, che per molti anni si sono tenute nei locali della biblioteca comunale. L’esigenza di non interferire con le attività specifiche e considerato l’ ambiente già limitato, ha reso sempre più evidente la ricerca di altre soluzioni. E così molte proposte, anche le più interessanti, sono state ospitate ora nel foyer del teatro Pedrazzoli, qualche volta nelle sale dell’oratorio, più spesso in negozi sfitti del centro. Con lo spazio ricavato nella scuola di via De Amicis, in corrispondenza dell’antico ingresso femminile, finalmente c’è un luogo deputato. Non è una sala idonea a grandi esposizioni, che peraltro non sono solite nel nostro paese, ma perfettamente capace di rispondere a rassegne di carattere locale, le più richieste da associazioni e dai cittadini». In occasione dell’inaugurazione si potrà visitare la mostra “L’Aula Storica: 70 anni di scuola dal 1900 al 1970” predisposta dall’Istituto Marani in collaborazione col Gruppo Volontari e con l’amministrazione comunale. Questa iniziativa offrirà ai fabbricesi la possibilità di ricordare loro quando in quegli stessi locali hanno frequentato le scuole elementari. Saranno esposte fotografie significative di scolaresche, i vecchi arredi che per anni sono stati utilizzati, materiali che provengono da raccolte private.
Gli arredi di proprietà comunale e altra oggettistica varia, (come carte geografiche, manifesti, materiale didattico) erano stati conservati, dopo il terremoto, in modo necessariamente approssimativo e in luoghi sparsi. «Questa mostra – conclude Patrizia Scardovelli – consente dunque all’amministrazione comunale il recupero e la catalogazione di beni che fanno parte della nostra storia e delle nostre radici e che possono rappresentare essi stessi materiale didattico a disposizione delle nuove generazioni» . (m.p.)
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