Preso a frustate per riscuotere un debito
Padre e due figli aggrediscono un ragazzo di 23 anni colpendolo con bastoni e un nerbo di bue, arrestati dai carabinieri
REGGIO EMILIA. Con un inganno lo hanno convinto a raggiungerli in una stazione di servizio e, dopo averlo bloccato, lo hanno preso a bastonate e frustato a sangue. Un agguato in piena regola, pensato da tempo ed eseguito con brutale precisione, per riscuotere un debito di appena settecento euro. Protagonisti Rocco Scarfone, 55enne calabrese residente a Castellarano, e i suoi due figli di 23 e 19 anni, Luca e Pasquale Alessandro. Un vera e propria aggressione ai danni di un 23enne reggiano, colpevole solamente di aver tardato nel restituire un prestito concesso dalla famiglia Scarfone.
Questa vicenda dagli amari sapori malavitosi si è svolta sabato scorso, in pieno giorno e sotto gli occhi degli automobilisti che passavano lungo via Enrico Fermi a Fogliano, alle porte di Reggio Emilia. Teatro dell’imboscata il distributore di benzina Iper Petroli, giudicato dagli Scarfone come il luogo perfetto per un’azione del genere. All’ora di pranzo, infatti, i dipendenti erano in pausa e nessuno avrebbe potuto disturbarli dal loro pestaggio. Così i tre si sono armati di bastoni e di un nerbo di bue e hanno lanciato l’esca.
Hanno chiamato il giovane, ignaro di tutto, e gli hanno intimato di presentarsi con la scusa di concordare un presunto lavoro di tinteggiatura. Il 23enne, forse per paura di irritare ulteriormente la famiglia a causa del suo debito, non se l’è sentita di rifiutare e, puntuale, si è fatto trovare dal benzinaio. Probabilmente però sospettava qualcosa e ha preferito non andare solo, portando con sé due amici come “protezione”.
Ma non è bastato nemmeno questo a fermare gli Scarfone. Bloccata la via di fuga all’auto del giovane i tre si sono avventati contro di lui, armati di tutto punto. I giorni erano passati, la loro richiesta di avere mille euro a fronte di un prestito di settecento non era stata esaudita, e si erano stancati di aspettare. Alla vista dei bastoni e della verga di pelle i due amici del reggiano sono scappati e per il debitore è stato l’inizio di un calvario fatto di botte, mazzate e frustate.
E non sono bastate le promesse e le suppliche del 23enne, la violenza degli Scarfone non si è arrestata dinnanzi a nulla. Nemmeno al sangue che dopo poco ha cominciato a uscire dalle ferite del ragazzo. Anzi. Dopo averlo punito a sufficienza Rocco e i suoi figli hanno deciso che, per riscuotere il loro debito, si sarebbero rivalsi sui suoi beni.
Così, dopo averlo perquisito, gli hanno rubato il portafogli e il cellulare insieme alle chiavi dell’auto. E forse avrebbero preso anche quella, se non fossero intervenute le gazzelle dei carabinieri a interrompere la brutale aggressione. Alla vista dei militari i tre hanno subito tentato la fuga, senza alcun successo.
Una volta bloccati i tre, gli uomini dell’Arma hanno trovato e sequestrato sulla vettura degli Scarfone il nerbo di bue usato per il pestaggio, ancora con le tracce di sangue, e le chiavi sottratte durante l’agguato, e li hanno arrestati con le accuse di concorso in rapina e lesioni personali aggravate e ora si trovano ai domiciliari.
Ma il cognome degli Scarfone non è nuovo negli ambienti della malavita organizzata. Dominique, uno dei fratelli di Rocco, noto come “Mimmo il calabrese”, prima di morire in un incendio lo scorso anno, è stato considerato a lungo il boss di una gang di usurai che aveva agito per diverso tempo a Modena con un giro di affari da 20 milioni di euro.
Angelo invece, un altro fratello, è in carcere in Calabria per l’omicidio di Antonio, quarto fratello di Rocco Scarfone.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
