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Lascia Correggio per la Finlandia «Qui funziona tutto, non torno»

di Federico Barbieri
Lascia Correggio per la Finlandia «Qui funziona tutto, non torno»

Da Correggio a Helsinki. È l’esperienza di Pier Paolo Pedrielli, 30 anni: "Qui lavoro come cuoco, ho deciso di cambiare vita"

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CORREGGIO. Da Correggio a Helsinki. È l’esperienza di Pier Paolo Pedrielli, 30 anni, che ha scelto la Finlandia.

«Qui lavoro come cuoco - racconta - Ma la mia connessione con la Finlandia nacque 11 anni fa quando conobbi, proprio a Correggio, la mia attuale fidanzata finlandese Mira, che all’epoca soggiornava per motivi di studio da una mia amica. Vista la mia pessima situazione lavorativa, quando mi propose di trasferirmi ad Helsinki, nonostante avessi solo vent’anni, non ci pensai su due volte».

Ecco, il solito tasto dolente. Come si è trovato nel mondo del lavoro, a Reggio e provincia?

«Ho iniziato a lavorare a 17 anni, quando in teoria l’economia ancora tirava. Ho svolto un’infinità di mestieri, dal commesso di Foot Locker all’operaio, dal cassiere della Coop al cameriere, perfino l’assicuratore. Tutti contratti a termine, mai più di 2/3 mesi, spesso lo stipendio netto non raggiungeva nemmeno le quattro cifre. In Finlandia non c’è paragone per quanto concerne l’aspetto lavorativo, sia come remunerazione sia come rispetto per il lavoratore dipendente. Tornai nel 2009, poichè Mira voleva frequentare l’università in Italia. Terminati gli studi, fui io a pregarla di tornare qua. Ricordo con terrore la sensazione di incertezza, il solito: come ci arrivo a fine mese?».

Quindi se ne torna ad Helsinki, e frequenta un simil istituto alberghiero.

«Sì, ho sempre avuto la passione per la cucina, e così ho deciso di cambiare vita. Pensi che lo Stato finlandese mi aiutava con 600 euro al mese. Preso il diploma, ho trovato subito lavoro, ed ora mi posso togliere delle soddisfazioni. E sfatiamo il mito che il costo della vita sia oltremodo differente quassù: è vero che gli affitti sono molto elevati, ma per esempio le cifre per bollette e trasporti pubblici sono irrisorie».

Cosa le manca?

«Due tortelli, la bottega e il bar sotto casa dove leggere la Gazzetta, gli amici, la gita domenicale per poter ammirare edifici storici. Tutto qui. Quando sono tornato un anno fa, ho visto a Reggio o Correggio i negozi chiusi, le facce tristi. Qui è diverso: qua funziona tutto, i finlandesi non si rendono conto di quanto siano fortunati».

Tornerebbe in Italia?

«No. Perchè so che non potrebbe offrirmi una qualità di vita adeguata».

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