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Sanità, ecco i super premi a Nicolini e Messori

di Luciano Salsi
Sanità, ecco i super premi a Nicolini e Messori

Obiettivi raggiunti per i due direttori generali reggiani. Polemica M5s sul compenso per l’assessore regionale Venturi

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REGGIO EMILIA. Il primo è Francesco Ripa di Meana, ex direttore generale dell’ospedale Rizzoli di Bologna, ora agli Istituti fisioterapici ospedalieri di Roma. Subito dopo, però, si piazzano al secondo e al terzo posto i reggiani Fausto Nicolini e Antonella Messori, che sono a capo rispettivamente dell’Ausl provinciale e del Santa Maria, aziende destinate ad essere fuse insieme sotto la guida di Nicolini, con la Messori che andrà a dirigere il policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Le valutazioni le hanno espresse i vertici politici della Regione, scegliendo i super-manager della sanità emiliano-romagnola a cui attribuire premi in denaro per avere raggiunto nel 2014 o nel 2015 obiettivi di qualità, fra cui l’abbattimento delle liste d’attesa.

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I bonus sono calcolati secondo una percentuale decrescente rispetto alla retribuzione ordinaria. Perciò Ripa di Meana, che guadagna 124mila euro, a fine anno riceverà un 9,4% in più, che corrisponde a 11.600 euro. È una somma inferiore ai 13mila di Nicolini, calcolati con un’aliquota più bassa (9,26%), ma su una base stipendiale maggiore. Messori, poi, se ne aggiudica 11mila con il 9,19%. Ma la gratifica più consistente, 19mila euro, se la porterà a casa lo stesso assessore regionale, Sergio Venturi, che ora fa parte della commissione giudicante insieme al presidente Stefano Bonaccini, ma nel 2014 era direttore generale del Sant’Orsola. In suo favore è stata calcolata un’aliquota del 15%, con la motivazione che due anni fa i bonus potevano arrivare al 20%, poi tagliati dalla giunta Bonaccini al 10%.

Al momento della decisione, Venturi è uscito dalla giunta e il giudizio sul suo operato è stato affidato al solo organismo indipendente. Ma ciò non basta a sventare l’assalto del M5s, che chiede a Venturi di restituire il benefit, ritenendolo «sproporzionato rispetto ai risultati raggiunti quando era al Sant’Orsola». Nel suo intervento, la consigliera regionale M5s, Raffaella Sensoli, si spinge oltre, proponendo l’azzeramento di tutti i premi annuali dei manager. «Non capiamo perché – denuncia Sensoli – il suo benefit sia così cospicuo, dal momento che l’azienda sanitaria che guidava, come quasi tutte le altre Ausl regionali, era molto lontana dal centrare l’obiettivo del rispetto dei tempi d'attesa. Oggi chi guida il Sant’Orsola ha ricevuto una valutazione molto inferiore benchè il traguardo sia stato apparentemente raggiunto».

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La responsabilità viene attribuita in sostanza al presidente e agli altri assessori: «Venturi – accusa la consigliera M5s – può essere anche uscito dall’aula di giunta quando si parlava del premio da accordargli, ma non si può dire che i suoi colleghi siano stati poco generosi con lui». Sensoli ricorda, inoltre, che Venturi percepisce quasi 2.500 euro in più rispetto agli altri assessori e che il suo stipendio da direttore generale, al quale non ha rinunciato all’atto della nomina politica, è pagato da un’azienda sanitaria regionale. «Perciò – conclude Sensoli – dovrebbe avere il buon senso di rinunciare al premio». Lo stesso invito, secondo il M5s, dovrebbe essere rivolto dalla Regione a tutti i direttori generali, come in passato si fece in Veneto e Toscana. «Il dimezzamento delle direzioni generali e la revisione dei parametri di valutazione – dice la consigliera – sono passi avanti compiuti dalla giunta su nostra proposta. Non bastano. I premi devono essere azzerati, anche perché la Regione si è autovalutata sulle liste d'attesa. Quindi non c'è garanzia che i risultati siano esatti».

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