Un “emblema” rinomato in tutta Italia
REGGIO EMILIA. Era la fine del 1907 quando Andrea Bizzocchi rilevava da Dante Torreggiani la bottega di via Vescovado (poi via Vittorio Veneto) nel centro di Reggio Emilia. L'attività, avviata nel...
REGGIO EMILIA. Era la fine del 1907 quando Andrea Bizzocchi rilevava da Dante Torreggiani la bottega di via Vescovado (poi via Vittorio Veneto) nel centro di Reggio Emilia. L'attività, avviata nel 1893, si concentrava sulla vendita di libri e articoli religiosi, tra i quali paramenti sacri, abiti talari e presepi. Umberto, fratello del titolare, nel 1924 entrò in quella che si chiamava Agenzia libreria ecclesiastica Tipografia Editrice Bizzocchi. La seconda generazione si affiancò nel 1973 a Umberto con i figli Gianni, Paolo e Giancarlo nella nuova Bizzocchi F.lli. Dopo l’uscita di Gianni nel 1997 la società di fatto si trasformò nell'attuale snc, la cui attività ricalca quella avviata dal fondatore.
Vista la storia e i riferimenti, qualche anno fa la Bizzocchi Fratelli ha ricevuto un premio da Unioncamere nazionale essendo una delle botteghe più vecchie d’Italia. «Una ventina d’anni fa è sbucata fuori una lettera di fine ’800 - racconta ora Giancarlo Bizzocchi - una sorta di bolla dove l’agenzia ecclesiastica attestava che fornivamo degli abiti. Nell’archivio parrocchiale era stato trovato questo documento del 1897 con il nome di mio zio Andrea, che aveva 11 anni in più di mio padre. Eravamo agenzia ecclesiastica del vescovado. Avevamo una licenza ancora più vecchia, del 1837. Una storia che è stata poi ricostruita per il premio ricevuto da Unioncamere».
Il negozio di via Vittorio Veneto si trova tra la via Emilia e piazza Prampolini, in pieno centro città, dove non mancano le chiusure così come le nuove aperture di negozi. Le insegne cambiano in favore soprattutto dei grandi marchi, attratti in zona anche da Palazzo Busetti, divenuto un centro commerciale in grado di attrarre i clienti. La Bizzocchi Fratelli differisce però dalla tipologia dei negozi di grido. Dentro c’è un po’ di tutto: dal Tricolore alle statue sacre fino ai paramenti ecclesiastici scelti dalle parrocchie reggiane che lì si riforniscono e potranno continuare a farlo rimanendo la medesima vocazione anche con i nuovi proprietari, sempre reggiani, che saranno annunciati a breve. (e.l.t.)
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