«Nessun collegamento col Centro»
Parla il geologo Castaldini: vicini alla Garfagnana, zona in passato in allerta
VILLA MINOZZO. «Si è mossa una faglia sismogenetica, ma stabilire se e quanti altri terremoti, e di quale intensità, possano verificarsi in seguito in questa zona dell’appennino è impossibile. Certo, la zona ha una sua sismicità, e quindi nel lungo periodo è inevitabile che il fenomeno possa manifestarsi nuovamente».
Con parole prudenti, il professor Doriano Castaldini, docente di geologia all’Università di Modena e Reggio, analizza un fenomeno non nuovo in appennino. «Quello che è accaduto rientra nella logica della tettonica dell’Appennino, che è caratterizzato da numerose faglie emerse, cioè sopra il livello del mare. Questo terremoto non lo considererei direttamente collegato a quelli che nelle scorse settimane hanno sconvolto il Centro Italia, troppo lontano, nè a quello del cosiddetto “arco ferrarese”, responsabile invece del sisma del 2012 nella Bassa e, ad esempio, della recente scossa da 3.7 che si è registrata nei giorni scorsi a Bagnolo, o di quella che colpì Correggio negli anni Ottanta».
Castaldini ricorda che l’area interessata è all’attenzione, poichè prossima alla Garfagnana, dove si verificò un terremoto di magnitudo 6.5 e dove alcuni anni fa venne precauzionalmente attivata una allerta generale, nel timore poi rivelatosi infondato di una imminente scossa. «Il terremoto di per sè non uccide, invece le persone muoiono o i danni si creano a causa di edifici inidonei a resistere alle scosse. Se di preoccupazione dobbiamo parlare, deve essere rivolta alla costruzione o ristrutturazione del patrimonio immobiliare, affinchè sia messo al riparo da eventi che possono purtroppo verificarsi» conclude.
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