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Resort Coopsette, chieste 19 condanne per il presunto abuso sul Garda

Resort Coopsette, chieste 19 condanne per il presunto abuso sul Garda

Per l’ex presidente Fontanesi, il suo successore Davoli e altri due dirigenti il magistrato indica pene tra i 18 e i 22 mesi

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REGGIO EMILIA. Condanne da sei mesi a due anni e tre mesi di reclusione per tutti i 19 imputati, tra cui quattro reggiani, e confisca di tutti gli appartamenti costruiti. Sono queste le richieste del pm bresciano Silvia Bonardi nel processo sui presunti abusi edilizi nella ricostruzione del borgo di Campione del Garda, frazione di Tremosine, affidata a Coopsette.

Il magistrato ha chiesto un anno e 6 mesi per l’ex presidente di Coopsette Fabrizio Davoli, un anno e 10 mesi per il suo predecessore Donato Fontanesi, un anno e 10 mesi per Fabrizio Vezzani, presidente della società veicolo Campione del Garda (costituita per realizzare il villaggio), e un anno e 8 mesi per Rubens Burani, già procuratore in Coopsette e successivamente in Campione. Per tutti e quattro gli indagati reggiani il pm ha chiesto un’ammenda di 45mila euro.

A fine gennaio la parola passerà alle difese e alle restanti parti civili, poi i giudici si riuniranno in camera di consiglio per la sentenza.

Nella sua requisitoria il pm Bonardi ha parlato di opere realizzate «bypassando la stringente normativa sul rispetto dell’ambiente». A processo sono finiti, oltre a dodici consiglieri comunali, anche l’ex sindaco di Tremosine Diego Ardigò e il redattore del piano urbanistico, l’architetto Mauro Salvadori, che il pm ha definito «unica interfaccia tra il costruttore, il consigliere la sovrintendenza». Per l’ex primo cittadino e il professionista sono state chieste le condanne più pesanti: due anni e tre mesi.

Gli atti amministrativi finiti nel mirino sono il piano particolareggiato del 2005 e la variante urbanistica del 2010. Complessivamente le pene richieste ammontano a 21 anni e cinque mesi di reclusione e 350mila euro di ammenda.

Il magistrato ha chiesto la confisca di tutti gli appartamenti per la successiva demolizione. Tra l’altro una parte del mega resort, secondo la procura, si trova in una zona a rischio idrogeologico, come ha evidenziato una grande frana avvenuta nel novembre 2014, dopo che erano già scattati i sigilli della Guardia di finanza.

La società Campione è fallita dopo la liquidazione coatta di Coopsette. Il liquidatore della cooperativa gestisce una cinquantina di appartamenti e un vasto terreno edificabile, che ora il pm chiede di confiscare, con la prospettiva di demolire quanto è stato realizzato e impedire l’ulteriore opera di edificazione.
 

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