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A 4 anni dal sisma ultimi ritocchi per riaprire la chiesa

di Serena Arbizzi
A 4 anni dal sisma ultimi ritocchi per riaprire la chiesa

Scoperta la facciata, a primavera la fine dei lavori Don Pietro: «Ben 90mila euro di donazioni dai cittadini»

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SAN MARTINO IN RIO. La chiesa di San Martino Vescovo verrà riaperta nei primi mesi del 2017. Sono terminati, infatti, i lavori di ripristino resi necessari dopo le tremende scosse di terremoto del maggio 2012.

Il paese, quindi , è pronto a riappropriarsi di uno dei propri simboli e non è passata inosservata la “scopertura” della facciata della chiesa nei giorni scorsi, oscurato dalle impalcature durante i lavori.

«Stanno terminando i lavori di consolidamento – conferma il parroco don Pietro Paterlini – Questi interventi sono iniziati nel giugno del 2016 e ora si avviano a conclusione. Sono stati ultimati gli interventi di riparazione e consolidamento strutturale finanziati dalla Regione». Il sottotetto della chiesa è un intreccio di tiranti e rinforzi metallici fitto e affascinante: sono in fase di avanzata realizzazione sia il restauro pittorico dell’abside, sia l’impianto elettrico adeguato e rinnovato. Sarà necessario attendere qualche rifinitura, poi, per ammirare la facciata recuperata con l’utilizzo delle tinte antiche. Non sono però finiti i lavori all’interno. «Per questo non siamo ancora in grado di fissare la data dell’inaugurazione – aggiunge don Paterlini – Tuttavia, siamo convinti che nei primi mesi del 2017, si spera in primavera, possiamo riaprirla con una cerimonia d’inaugurazione che svelerà i lavori effettuati».

Per ripristinare la chiesa di San Martino Vescovo ferita dal terremoto è stato possibile contare, oltre che sui fondi messi a disposizione dalla Regione, anche sull’ingente somma raccolta dal comitato di cittadini, nato appositamente per restituire la chiesa della collegiata (l’edificio religioso di San Martino Vescovo è conosciuto anche attraverso questo appellativo) al suo antico splendore.

«Dalla Regione sono arrivati 50mila euro – sottolinea don Pietro Paterlini – Il comitato “Riapriamo la chiesa” si è impegnato a raggiungere la quota di 200mila euro. Per ora i cittadini che si sono riuniti con l’obiettivo di raccogliere risorse per la chiesa hanno totalizzato oltre 90mila euro grazie all’organizzazione di numerosi eventi durante i quali la comunità si è raccolta per raggiungere l’obiettivo di riaprire questo luogo simbolico per il paese».

Per chi volesse donare fondi a favore del ripristino della chiesa sono previste tre diverse modalità. La prima prevede un’offerta di 30 euro annuali per tre anni, la seconda è specifica per ricostruire l’impianto elettrico e l’acquisto dei corpi illuminanti, mentre la terza consiste in offerte libere da consegnare direttamente in segreteria o al parroco.

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