Battuta al cinghiale in oasi, è polemica
Attacco delle associazioni ambientaliste: «Dicono che sono troppi ma nessuno ha fatto un censimento degli animali»
QUATTRO CASTELLA. Una battuta di caccia al cinghiale dentro l’oasi del Bianello. Sei anni dopo quella del 2010, l’iniziativa autorizza dal Comune di Quattro Castella per domani mattina all’alba dentro il Sito di interesse comunitario sta provocando aspre critiche da parte del mondo ambientalista.
«La notizia ci ha a dir poco sconcertati» si legge nella nota a firma di “Amici della Terra”, Associazione Vittime della Caccia, Lega per l'Abolizione della Caccia, Legambiente Val d'Enza. «Già nel territorio reggiano gli spazi in cui l'attività venatoria è vietata sono irrisori e ora anche queste piccole oasi vengono aperte alle doppiette. Gli animali selvatici vivono assediati da urbanizzazioni che divorano il territorio, da strade che tagliano campi, da recinzioni, da tubi che imbrigliano i canali, pochi spazi l'uomo ha lasciato a loro. Infatti l'oasi di Bianello è attaccata al centro abitato e vicino ad essa ci sono molte strade, perchè autorizzare una simile attività?» si chiedono.
Le ragioni che hanno spinto le autorità a tale provvedimento fanno riferimento, anche stavolta, a un numero ritenuto eccessivo di esemplari. E ai rischi connessi.
«Ricordiamo che nel 2010 tra mille polemiche era stata fatta un battuta al cinghiale proprio nella medesima oasi. Motivazione: i cinghiali fanno danni. Ma alla nostra richiesta di sapere quanti e dove, le risposte erano state vaghe. E ora siamo da capo? - si chiedono -Chi ha censito gli animali? Quanti ce ne sono? Danni? Dove? Quanti a chi? Incidenti? Dove? Quanti? E se questo è il motivo perchè non si è tentato di porre dissuasori visivi e/o sonori? Che fine faranno gli animali uccisi? Saranno bruciati o lasciati ai selettori? Troppi dubbi, troppi silenzi per questo abbiamo chiesto al sindaco, alla polizia provinciale e alla Regione di fermare la battuta di caccia al cinghiale».
Intanto, in queste ore, in zona sono apparsi i cartelli che impediscono l’accesso per la giornata di domani , dalle 6 alle 14. «Speriamo nella nebbia: con visione ridotta, non si potrebbe sparare. Speriamo nella chiarezza degli atti» concludono i rappresentanti delle quattro associazioni.
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