Buda: «La situazione è sotto controllo»
Il comandante provinciale dei carabinieri sulle indagini: «La vicenda è monitorata da tempo»
In una terra che, fra sgomento e disillusione, si è scoperta vulnerabile alle infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo n'dranghetista la notizia emersa dalle indagini della Dda di Catania riguardo al giro di estorsioni è un fatto di non poco conto e che non va sottovalutato.
Il 47enne Alfio Ambrogio Monforte, originario di Biancavilla nel catanese, era già da tempo sotto i riflettori dell’Arma di Reggio Emilia. Che, coordinandosi con i colleghi siciliani, ha poi eseguito il fermo su Monforte successivamente annullato dal Gip. A confermarlo è lo stesso comandante dei carabinieri della provincia, il colonnello Antonino Buda, che ha tranquillizzato la popolazione reggiana circa il pericolo di eventuali infiltrazioni. «Monforte – ha spiegato il colonnello – è controllato da tempo proprio perché sappiamo quali siano i suoi precedenti. Ma voglio tranquillizzare i cittadini in modo che non si percepisca un pericolo maggiore di quanto non sia nella realtà. L’uomo sa di essere monitorato, ad oggi non ci sono rischi». Il 47enne
quindi abiterebbe da dodici anni a Reggio Emilia in una sorta di “esilio volontario” proprio per stare lontano dalle sue terre di origine. Dove da lungo tempo imperversa una guerra tra fazioni per il controllo del territorio. Una sorta di zona franca dopo poter svolgere il suo lavoro di autotrasportatore e vivere “in pace” con la sua famiglia.
«Nonostante in certe zone della provincia i crimini siano in calo – ha proseguito Buda – la percezione di insicurezza e la paura resta alta. È importante non fare allarmismi dove non ce ne sia bisogno. Siamo già attivi, da prima di questa indagine, per garantire la sicurezza di tutti».
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