«Buonuscita o 3 mesi di lavoro Così la Snatt tradisce i facchini»
Protesta a Campegine per dieci lavoratori ex Gfe ancora una volta a rischio di rimanere inoccupati Il sindacato: «Nel 2011 rinunciarono alla causa legale in cambio di garanzie, ora sono alla porta».
CAMPEGINE. «La Snatt ha doppiamente gabbato i lavoratori della Nuova Unitservice di Calerno, che avrebbero dovuto essere tutti ricollocati mentre metà sono di nuovo alla porta. Chiediamo in primo luogo di essere presenti come sindacato al tavolo istituzionale che dovrebbe tenersi la prossima settimana in Provincia; in secondo, chiediamo l’apertura di un tavolo di trattativa con Platform e Snatt per garantire ai facchini una continuità lavorativa. Se le nostre richieste non saranno esaudite, siamo pronti a proseguire la lotta, anche bloccando i cancelli della Snatt impedendo il passaggio dei tir».
Queste le richieste avanzate da una decina di facchini - molti dei quali stranieri con bambini - che ieri hanno manifestato davanti alla Snatt Logistica di via Kennedy a Caprara di Campegine. Il gruppo di lavoratori - assistiti dal sindacalista Silvio Rosati di Adl Cobas Emilia-Romagna e da Carla Ruffini del Laboratorio Arsave di Reggio - è quel che rimane di una delle vertenze più drammatiche della provincia: quella della Gfe. La cooperativa di facchinaggio costituita nel 1999 con committente unico Snatt, a partire dal 2010 ha assistito a una vera e propria decimazione degli occupati: dagli iniziali 595, gran parte dei quali confluirono in Platform Srl, a 185 occupati, fino a 40 e agli attuali 20. Proprio questi 20 lavoratori, che durante la vertenza Gfe nel 2011 rinunciarono alla causa legale contro la committenza Snatt in cambio di una garanzia occupazionale, sono stati assunti dalla Nuova Unitservice, con magazzino a Calerno, sempre in appalto per Snatt. «A luglio 2016, per esigenze di mercato, la committenza ha comunicato alla Unitservice la disdetta dell’appalto, con una anticipo di un anno e mezzo rispetto alla scadenza naturale; non trovando altri committenti, il 31 ottobre la coop ha aperto la procedura di mobilità. In parallelo, la Platform Srl, evoluzione della coop Locos Job, a sua volta nata dal fallimento Gfe, attuale affidataria di un altro appalto interno Snatt, ha proposto a dieci lavoratori un contratto a tempo indeterminato e agli altri dieci una promessa di assunzione a tempo determinato di tre mesi con inizio a marzo 2017, con un peggioramento drastico delle condizioni contrattuali e soprattutto senza nessuna garanzia occupazionale». «A ora - prosegue - la Unitservice propone assieme ai sindacati confederali, per chi non ha accettato le misere proposte di Platform, un incentivo all’esodo di 7.500 euro lordi». Secondo Rosati si è applicato il principio del divide et impera. «I lavoratori, dopo aver già rinunciato ai loro diritti nel 2011, si trovano ancora una volta alla porta di Snatt, con la prospettiva di un contratto precario o di doversi accontentare di pochi euro. Tutta la città ricorda bene quella vertenza e la prepotenza mostrata da Snatt, la cui dirigenza non si è mai presentata ai tavoli di trattativa».
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