«Cinghiali nell’inceneritore» Polemiche dopo la caccia
CASTELLARANO. Una battuta di caccia al cinghiale ha finito per scatenare malumori e critiche fra numerosi cacciatori e non è escluso che vi siano adesso anche delle ripercussioni a livello politico...
CASTELLARANO. Una battuta di caccia al cinghiale ha finito per scatenare malumori e critiche fra numerosi cacciatori e non è escluso che vi siano adesso anche delle ripercussioni a livello politico provinciale.
Ma veniamo ai fatti. Lunedì scorso sulle colline che si estendono fra Baiso e Roteglia si è svolta una battuta di caccia al termine della quale sono stati uccisi ben diciannove cinghiali. Però qualcosa non ha funzionato dal punto di vista dei tempi del recupero delle carcasse, tanto che l’Azienda Usl dopo i controlli compiuti dai veterinari ha ordinato l’incenerimento di tredici animali, mentre soltanto sei dei cinghiali abbattuti sono risultati idonei da un punto di visto igienico per il consumo alimentare.
Fra chi ha ricevuto la segnalazione di quello che era accaduto, c’è il consigliere comunale di opposizione del Comune di Castellarano, Fabio Ruini, che si è detto intenzionato a chiedere informazioni su come è possibile che avvengano simili sprechi e se è possibile evitare che le battute al cinghiale si risolvano solamente con dei costi elevati a carico dell’amministrazione provinciale, in quanto lo smaltimento delle carcasse è a carico dell’ente pubblico. «Mi informerà in Provincia – ha dichiarato Ruini – per fare chiarezza sull’episodio. Se le cose sono come mi sono state riferite si tratta di un evento grave che non deve ripetersi».
Da alcune informazioni raccolte sembrerebbe che alla battuta di caccia che si è svolta tra Baiso e Roteglia, abbiano partecipato anche numerosi cacciatori provenienti dalla vicina provincia di Modena e che la caccia al cinghiale si sia protratta fino al tardo pomeriggio. Solo al tramonto sono stati recuperati gli animali morti, alcuni finiti dentro a dei calanchi, altri letteralmente crivellati di colpi. Quando le carcasse sono arrivate al macello era ormai sera e sono state lavorate per poi aspettare i controlli di legge. Ma quando i veterinari hanno fatto i controlli sanitari hanno visto che le carni dei cinghiali non erano in buono stato e quindi ben 13 carcasse sono state inviate all’inceneritore. Solo sei, come dicevamo, potranno essere utilizzate in cucina. «La speranza – conclude Ruini – è che in futuro, visto che le battute di caccia al cinghiale vengono organizzate in numerose occasioni, si seguano delle regole migliori per evitare di andare poi a gettare nell’inceneritore i resti degli animali».
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