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Il Premio Dossetti ai “Corridoi Umanitari”

Il Premio Dossetti ai “Corridoi Umanitari”

La Comunità di Sant’Egidio scelta per “la lotta contro la tratta degli esseri umani” Ieri all’Università assegnate anche altre menzioni sotto il segno della pace

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REGGIO EMILIA. La Comunità di Sant’Egidio ha ricevuto ieri mattina, nella giornata internazionale dell’Onu per i diritti umani, il Premio per la pace Giuseppe Dossetti per il progetto dei Corridoi Umanitari. Il riconoscimento, giunto all’undicesima edizione, è stato conferito dal presidente della giuria, Pierluigi Castagnetti, per la sezione riservata alle associazioni, durante una cerimonia che si è svolta nell’aula magna dell’università di Modena e Reggio Emilia. Sono intervenuti tra gli altri il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, il sindaco di Cavriago, Paolo Burani, il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi e Simonetta Saliera, presidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

Tra le motivazioni del premio alla Comunità di Sant’Egidio, l’obiettivo di «combattere la tratta degli esseri umani» salvando «chi fugge dalle guerre, in un modo sicuro per sè e per tutti». Nel ricevere il premio per la Comunità, Gianni La Bella ha spiegato che il progetto nasce dal «desiderio di rompere quella cultura dell’impotenza che si crea davanti alle immagini di morte nel Mediterraneo» ed è un modello replicabile anche in altri Paesi europei.

Interamente autofinanziati, i Corridoi Umanitari, promossi dalla Comunità di Sant’Egidio insieme alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e alla Tavola Valdese – e resi possibili da un accordo firmato con lo Stato italiano il 15 dicembre 2015 – prevede l’arrivo di 1.000 profughi in Italia entro il 2017. Fino ad oggi sono già giunte nel nostro Paese, grazie al rilascio di visti umanitari, 500 persone in condizioni di «vulnerabilità» (famiglie con bambini, disabili, malati, anziani), in larga parte siriani in fuga dalla guerra. L’ospitalità e l’integrazione sono garantite grazie ad una rete che è sorta attorno ai promotori del progetto, accompagnata dalla generosità, non solo di associazioni e parrocchie, ma anche di tante famiglie italiane e singoli cittadini.

Questi gli altri progetti premiati. Menzione speciale per il progetto “Tandem” del Ciac onlus, centro Immigrazione Asilo e Cooperazione di Parma e provincia. Il progetto sviluppa esperienze di social housing e social networking con giovani italiani insieme a giovani titolari di protezione, per sviluppare legami sociali e comunità solidali, ed è stato attivato nel gennaio 2016. Premiato anche “Adopt Srebrenica” della Fondazione Alexander Langer Stiftung: attivo dal 2005, è un gruppo interreligioso e interetnico di giovani donne e uomini di Srebrenica che lavora per contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale sconvolto dalla guerra degli anni '90. Le attività principali di Adopt sono la costituzione del Centro di Documentazione, nato nel 2011 per ricercare sia le identità personali – delle persone scomparse e dei superstiti – sia l'identità collettiva e l'organizzazione della Settimana Internazionale della memoria, che si svolge ogni estate dal 2007. Il progetto sviluppato da Damiano Rizzi con l'associazione “Tiziana vive onlus”, premiato ieri, nasce invece per ricordare Tiziana Rizzi, sorella di Damiano e giovane mamma di 36 anni atrocemente uccisa dal marito in ambito domestico. Lo scopo è realizzare progetti e attività volti a contrastare il fenomeno della violenza di genere e di qualsiasi altra natura e a proteggere, in particolar modo, le donne e i loro bambini.

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