Imprese libere dalla mafia Un marchio lo certificherà
Lo potranno richiedere le aziende edili reggiane già iscritte alla “white list” Il protocollo firmato in Comune. Il sindaco: «Finita l’era della sottovalutazione»
REGGIO EMILIA. Trasformare un adempimento burocratico, che in quanto tale ha dei costi, in un’operazione di marketing. Un marchio di legalità per le imprese edili che sono iscritte alle “white list” che potranno avvantaggiarsene in termini di immagine.
Ieri mattina in Comune a Reggio è stato firmato il “Protocollo d’intesa per la promozione di un marchio di legalità” per le imprese del settore edile iscritte alla White list della provincia di Reggio.
Il protocollo è promosso dalle associazioni di categoria insieme con la Camera di commercio, il Comune di Reggio e la Provincia di Reggio.
Il sindaco Luca Vecchi, presentando la novità, ha detto che Reggio sta facendo passi in avanti nella lotta alla criminalità organizzata. «Non c’è più sottovalutazione - ha detto il primo cittadino - non si parla più di anticorpi, quella è un’altra era».
L’obiettivo del Protocollo è quello di contribuire, attraverso l’attribuzione di un marchio volontario di legalità alle imprese edile, che risultino regolarmente iscritte nella White list della provincia di Reggio, alla lotta contro la criminalità organizzata, nella specie dell’infiltrazione mafiosa nell’impresa, favorendo la scelta responsabile da parte dell’utente finale.
L’impresa iscritta alla White list potrà infatti, attraverso il marchio, caratterizzare la propria immagine con tutti gli interlocutori esterni».
Ieri il sindaco ha ricordato le iniziative adottate in questi anni per contrastare le infiltrazioni mafiose. «A novembre 2015 c’è stata la sottoscrizione del protocollo di intesa fra Comune e prefettura per il controllo delle informazioni antimafia in tutte le convenzioni e atti di accordo urbanistici, nei permessi di costruire e il 20% delle Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) superiori ai 70mila euro, ovvero un sistema molto dettagliato di verifiche, che così accurate non si riscontrano in altri luoghi d’Italia. Un anno dopo, a novembre 2016, c’è stata l’approvazione dell’Ufficio Associato Legalità che si occuperà, per tutti i comuni del territorio provinciale, di ricevere le richieste di informativa, raccogliere i dati necessari alla verifica, inviare richiesta alla Prefettura, recuperare la risposta e rimandarla ai Comuni, riducendo in questo modo la duplicazione delle attività di richiesta da parte proprio dei Comuni alla Prefettura stessa».
Ieri alla firma del protocollo erano presenti il prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il presidente della Camera di Commercio Stefano Landi, il parlamentare Maino Marchi, oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria.
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