No al braccialetto elettronico gli imputati restano dentro
QUATTRO CASTELLA. La Corte d’Assise ha rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dall’avvocato Carlo Taormina per Danjel Tufa e Fatmir Hykaj. I due albanesi sono imputati nel processo per l’om...
QUATTRO CASTELLA. La Corte d’Assise ha rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dall’avvocato Carlo Taormina per Danjel Tufa e Fatmir Hykaj.
I due albanesi sono imputati nel processo per l’omicidio che fu commesso il 2 febbraio 2015 nell’abitazione di via Coppi alle Forche di Puianello. In quell’appartamento fu ucciso Marco Montruccoli mentre il fratello Matteo, pur gravemente ferito, si salvò.
L’avvocato Taormina aveva presentato alla Corte d’Assise richiesta di scarcerazione per Tufa e Hykaj proponendo gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Il legale ha motivato la richiesta indicando come sia trascorso oltre un anno dai fatti e ci sarebbero famiglie disponibili ad accogliere i due imputati. Il pubblico ministero Maria Rita Pantani si era opposta alla richiesta presentata dall’avvocato Taormina. Tra i motivi per cui il pm aveva respinto la proposta c’era il pericolo di fuga dei due albanesi: i due, tra l’altro, dopo l’omicidio rimasero a lungo irreperibili e furono trovati all’estero. Dal pm no anche al braccialetto elettronico per l’intervallo di tempo che intercorre tra il momento in cui scatta l’allarme sul dispositivo e l’arrivo delle forze. Durante quest’arco di tempo, secondo il magistrato inquirente, i due imputati potrebbero darsi alla fuga. Pertanto, non si tratta di uno strumento di controllo certo.
La Corte d’Assise ha accolto le motivazioni del pm respingendo, quindi, la richiesta di scarcerazione.
L’omicidio Montruccoli ha segnato profondamente la comunità di Quattro Castella ma anche l’intera provincia per l’efferatezza con la quale è stato commesso. Il progetto è tutt’ora in corso.
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