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Un mega intervento da 200 milioni di euro

Un mega intervento da 200 milioni di euro

La cooperativa doveva realizzare 350 alloggi, un porto da 170 posti barca e strutture ricettive

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REGGIO EMILIA. Il processo in corso a Brescia riguarda il noto intervento di urbanizzazione che avrebbe dovuto portare alla completa ricostruzione del borgo di Campione, in riva al Garda, e che, secondo gli inquirenti, sarebbe avanzato trascurando una lunga serie di vincoli ambientali e paesaggistici previsti nella zona.

Sotto accusa c’è il mega-cantiere avviato nel 2007 dalla Coopsette con un investimento previsto di circa 200 milioni di euro che nelle intenzioni avrebbe dovuto riqualificare completamente il borgo con 350 nuovi alloggi, un porto da 170 posti barca e strutture ricettive di pregio.

Al villaggio sul Garda la Guardia di finanza ha apposto i sigilli nel 2014, poi dopo una serie di ricorsi molti sono stati tolti.

I quattro reggiani coinvolti nel processo, in precedenti occasioni, hanno ribadito la loro estraneità alle accuse. Coopsette e Campione del Garda spa, quando erano ancora operative, in una nota congiunta avevano ribadito « la correttezza del loro operato». A maggio 2015, dopo un nuovo sequestro Davoli e Vezzani avevano scritto in una nota ufficiale che l’intervento «è stato oggetto di valutazione e di autorizzazione da parte della Regione Lombardia, della Provincia di Brescia, del Comune di Tremosine, della Soprintendenza Archeologica, della Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici, della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano».

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