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Morti sul lavoro, a Reggio cinque vittime nel 2016

di Luciano Salsi
Morti sul lavoro, a Reggio cinque vittime nel 2016

L’Emilia Romagna è terza in italia con 77 decessi fra gennaio e ottobre 2016 Peggio solo Molise e Basilicata. La nostra provincia si piazza al 78° posto

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REGGIO EMILIA. Maglia nera all’Emilia-Romagna per quanto riguarda gli incidenti mortali sul lavoro. Complessivamente, infatti, la nostra regione si piazza al terzo posto in questa poco invidiabile graduatoria. Anche se a livello regionale Reggio Emilia è fra le migliori, con cinque morti sul lavoro nel 2016 su un totale di 228.798 occupati. Ne deriva un'incidenza di 21,9 morti bianche per ogni milione di lavoratori. Reggio si colloca così al 78esimo posto, nella parte bassa della classifica, in compagnia delle province italiane meno afflitte da questa piaga sociale, anche se si tratta di una magra consolazione.

A livello nazionale invece il dato è in calo. Fra gennaio e ottobre di quest'anno se ne sono contati 632 (esclusi i 218 avvenuti in itinere, cioè durante gli spostamenti fra il domicilio e il luogo di lavoro), il 13,3% in meno rispetto ai 729 dello stesso periodo del 2015. Tornando all’Emilia-Romagna, i suoi 77 casi mortali (12,2% del totale) corrispondono a un'incidenza di 39,7 su un milione, in rapporto ai suoi 1.937.632 occupati. Bologna è diciassettesima in Italia, con un'incidenza di 55,7. Piacenza è al 31esimo posto con dieci morti e un’incidenza di 42,2. Parma è 49esima (32,6 e otto morti), Modena 51esima (31,3 e dodici morti). Peggio di noi stanno soltanto due piccole regioni del Meridione. Il Molise è primo con sette morti, che, rispetto alla sua scarsa popolazione, corrispondono a un’incidenza record di 70,4 su un milione.

La Basilicata, seconda, ne ha contati nove, pari a un’incidenza di 50. Dopo l’Emilia-Romagna le regioni più luttuose sono, nell'ordine, l’Abruzzo, il Trentino-Alto Adige, la Puglia, l’Umbria e il Veneto. Le più fortunate sono, invece, la Valle d’Aosta, dove non s'è verificato alcun infortunio mortale, la Lombardia (15,3 su un milione), la Liguria (19,6) e il Lazio (22,6).

Il settore delle costruzioni è ancora quello che fa registrare in Italia il maggior numero di morti, 96, pari al 15,2% del totale. Seguono le attività manifatturiere con 84 decessi (13,3%) e il trasporto e magazzinaggio con 77 casi (12,2%). La fascia d’età più colpita è quella dei più anziani. Fra gli ultra 64enni si contano 72 incidenti letali, con un’incidenza di ben 191,6 casi su un milione. L'incidenza diminuisce con l’età, fino a ridursi a 10,2 fra i 25 e i 34 anni, per poi risalire a 19,3 fra i più giovani (15-24 anni). Tuttavia in termini assoluti il maggior numero di decessi (208) si registra fra i 45 e i 54 anni.

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