Un libro bianco contro il bullismo
Sarà presentato domani all’Istituto Galilei. Il prof. Cangiano: «L’obiettivo è fare emergere i disagi»
REGGIO EMILIA. Lo scorso anno la scuola è stata premiata con il gonfalone del decennale per l'impegno profuso contro il bullismo. E domani, per l’undicesimo anno consecutivo, ritorna all’Istituto Comprensivo “Galileo Galilei” di Reggio Emilia la Giornata di studio contro il bullismo: alunni, docenti e genitori insieme contro ogni forma di violenza e prevaricazione. Momento centrale della giornata la presentazione, da parte della dirigente scolastica Ave Margini, di un “Libro bianco” sul tema del bullismo, come ulteriore strumento di cui la scuola si dota per sensibilizzare sempre più gli alunni. E, per visualizzare, monitorare, raccogliere costantemente idee e proposte di azioni specifiche al fine di prevenire qualunque forma di disagio.
«Quello del bullismo - spiega il professor Giorgio Cangiano che ha curato il progetto con la collega Silvia Regnani - è un fenomeno sociale preoccupante da non sottovalutare e da non confondere con la delinquenza comune, la microcriminalità. Ci sono diverse forme di bullismo: diretto, verbale, indiretto e ora incalza sempre più quello “cyber”, cioè sviluppato tramite social network. Si tratta di un atto di prevaricazione e violenza, intenzionale ripetuto nel tempo, compiuto da un soggetto “forte” (bullo) nei confronti di persone più deboli (vittima)». Così come non va sottovalutata la pericolosità del cyberbullismo. «I cyberbulli - sottolinea Cangiano - sono anonimi, il bullo virtuale tende a fare ciò che non avrebbe il coraggio di fare nella vita reale. Per arginarlo occorre una rete di risorse integrate, capace di affrontare le varie problematiche che di volta in volta si presentano. Le vittime di bullismo sono restie a parlare, raccontare ciò che gli succede; spesso si nascondono nella solitudine. I genitori, gli insegnanti o l'adulto di riferimento devono imparare a cogliere i segnali che i ragazzi possono mandare o nascondere. Essere vittima di tali fenomeni può portare a sensi di colpa, scarsa autostima, fobie, senso di rassegnazione e disturbi comportamentali. Occorre partire da una efficace azione comunicativa, occorre condividere strategie educative funzionali in base agli elementi emergenti, occorre fare sistema. Il bullo non va demonizzato ma aiutato a prendere coscienza delle azioni che compie e a cambiare»
Da qui l’idea del “Libro bianco”: «Si tratta di un ulteriore accorgimento redatto in itinere, scritto e aggiornato dagli stessi ragazzi, dai docenti, dai genitori, allo scopo di monitorare costantemente la situazione, il clima del gruppo classe e quello scolastico più in generale. Per delineare poi insieme, quando si reputa necessario, ulteriori e rapide azioni d'intervento, a completamento di quelle già quotidianamente messo in campo e attualizzate».
Domani, alla giornata di studio sul bullismo, interverranno il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Antimo Ponticiello; Oscar Ghetti, vicario questore di Reggio Emilia con l'ingegnere Giovanni Piccinini referente Cyber crime della Questura; l’assessore all'Educazione e Conoscenza Raffaella Curioni.
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