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Un veterinario reggiano in cattedra a Shenzhen

di Luciano Salsi
Un veterinario reggiano in cattedra a Shenzhen

Il dottor Filippo Lusetti, 32 anni, ha curato la spedizione per la società Ortovet: «È stato il primo corso in materia ortopedica tenuto da stranieri in Cina»

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REGGIO EMILIA. Una famosa pubblicità degli anni Ottanta immortalava un prode veterinario capace di salire sulle vette alpine per salvare la vita a uno stambecco. Cinque suoi colleghi della nostra epoca, pur senza esibirsi in imprese spericolate, si spostano da un capo all'altro della penisola per soccorrere gli animali, prevalentemente cani e gatti.

Anzi, estendono il raggio d'azione fino alla remota Cina per esportare le proprie competenze scientifiche. Fanno parte della società Ortovet, una srl tra professionisti fondata da Filippo Maria Martini, professore associato di clinica chirurgica veterinaria all'università di Parma, allo scopo di allargare gli orizzonti ai suoi migliori allievi usciti dal dottorato di ricerca. Per tre giorni, dal 25 al 27 novembre, hanno tenuto un corso d'aggiornamento e addestramento chirurgico a Shenzhen, una città di dieci milioni d'abitanti nei pressi di Hong Kong.

La spedizione è stata organizzata dal 32enne reggiano Filippo Lusetti, residente a Canali, il quale l'aveva concordata con un collega cinese conosciuto due anni fa durante un convegno tenutosi a Cremona. «La nostra società - riferisce Lusetti - ha promosso il primo corso teorico e pratico in materia ortopedica tenuto da stranieri nella storia della medicina veterinaria cinese.

Abbiamo avuto la funzione di pionieri in un settore guidato dagli Stati Uniti. Ne siamo veramente orgogliosi. Ci hanno invitati perché la loro politica non permette di viaggiare all'estero. Abbiamo trovato venticinque professionisti giovani e aggiornati, provenienti da Pechino, Shanghai e altre località cinesi, molto impegnati a migliorare le proprie conoscenze e prestazioni. Il loro livello è più che basico. Sono molto preparati ad affrontare tematiche specialistiche».

Il corso, sponsorizzato da un'azienda torinese che produce impianti di osteosintesi, si è tenuto in una sala d'albergo attrezzata per le lezioni teoriche, che si tenevano al mattino in lingua inglese, e le esercitazioni del pomeriggio su modellini di osso sintetico. I giovani veterinari di Ortovet hanno colto l'occasione per allacciare una relazione scientifica che si prospetta promettente.

«La Cina - spiega Lusetti - è una realtà emergente anche nell'ambito della medicina veterinaria, che in quel paese è affidata all'iniziativa privata ed è in grande sviluppo. Abbiamo conosciuto due colleghi a capo di società con centoventi ospedali. C'è grande interesse per quel paese da parte dei professionisti e delle aziende dell'Occidente. Siamo più che certi di avere instaurato una collaborazione che la nostra società potrà sviluppare nei prossimi dieci anni». Questa non è stata la prima missione internazionale di Ortovet, che quest'anno ne ha compiute altre due a Dubai e a Budapest.

Peraltro la mobilità è la sua caratteristica di fondo: «A Parma - chiarisce Lusetti - abbiamo soltanto la sede legale. Siamo un gruppo itinerante che si sposta in automobile o in aereo per svolgere un servizio d'eccellenza. In Italia operiamo dalle Alpi alla Sicilia, portando con noi l'occorrente e praticando ovunque le stesse tariffe.

Siamo veramente soddisfatti di avere creato qualcosa di giovane che ha successo. Sentivamo di non avere spazio all'interno dell'università. Ora possiamo unire la pratica professionale ai convegni e alle pubblicazioni sulle riviste scientifiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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