“Appartamento ponte” per i giovani dei servizi sociali
QUATTRO CASTELLA. Il Comune avvia un progetto di integrazione per neomaggiorenni unico in provincia che prevede un appartamento “ponte” per consentire a giovani in carico ai servizi sociali, in...
QUATTRO CASTELLA. Il Comune avvia un progetto di integrazione per neomaggiorenni unico in provincia che prevede un appartamento “ponte” per consentire a giovani in carico ai servizi sociali, in uscita da percorsi protetti, di inserirsi gradualmente e in autonomia nella società al raggiungimento della maggiore età. Si chiama “18 e dintorni”, perché rivolto a ragazzi e ragazze di 18 anni, il progetto di integrazione dell’Unione Colline Matildiche che prende il via in questi giorni a Montecavolo. Il Comune di Quattro Castella ha messo a disposizione un proprio alloggio comunale. L’alloggio verrà dato in locazione all’associazione onlus “Il Giardino di San Giuseppe”, che avrà in gestione il progetto in collaborazione con il servizio sociale dell’Unione. Per un anno circa una ragazza o un ragazzo in carico ai servizi sociali, e in uscita da progetti di comunità residenziale o semi-residenziale, avrà la possibilità di vivere in autonomia contando su un proprio alloggio.
«Un’opportunità che viene concessa perché troppo spesso, una volta usciti da questi percorsi protetti, i ragazzi si ritrovano a vivere gli stessi problemi che avevano portato al loro inserimento come l’assenza di genitori o contesti famigliari e culturali dai quali erano stati allontanati – spiegano gli assessori alle politiche sociali dei tre Comuni dell’Unione, Tommaso Bertolini (Quattro Castella), Roberta Ibattici (Albinea) e Franco Stazzoni (Vezzano) –. In cambio, dovrà restituire alla comunità una serie di servizi, con l'impegno che le risorse economiche che riuscirà ad attivare vengano destinate alla compartecipazione dei costi sostenuti».
L’inserimento sarà accompagnato dagli educatori del “Giardino di San Giuseppe”, associazione del territorio che garantirà il supporto quotidiano educativo dei giovani: ricerca del lavoro, come si organizza la casa, come si pagano le bollette e altre incombenze. Così come il recente bando Ers, anche per questo progetto vige il diritto di rotazione. Dopo un anno, l’alloggio sarà messo a disposizione ad un altro ragazzo proveniente dal territorio. «Riteniamo che un anno sia un lasso di tempo congruo per inserirsi nella società e sperimentarsi nell'autonomia e indipendenza – commentano i tre assessori –. Ringraziamo il Servizio minori dell'Unione e Il Giardino di San Giuseppe».
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