Gazzetta di Reggio

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Cocaina e tanti quattrini due fratelli in manette

Cocaina e tanti quattrini due fratelli in manette

Prima la trappola in un parcheggio poi la perquisizione nella loro abitazione I carabinieri trovano 40 grammi di polvere bianca e 17mila euro in contanti

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REGGIO EMILIA. «Prendimi in casa quel sacchettino e portamelo nel parcheggio dove ti sto aspettando».

È da questo colloquio che sono iniziati i guai per due fratelli marocchini ora accusati di detenzione a fini di spaccio di stupefacenti.

Chi attende nel parcheggio è il 39enne Abbes Bayoud, chi gli porta l’involucro è il più giovane Abdelijalil Bayoud (36 anni). Quando avviene – a Reggio – questo “passaggio” dall’abitazione alla strada, sulle tracce dei due fratelli vi sono già i carabinieri di Castelnovo Monti che poi intervengono una volta che arriva il 36enne e sta per avvenire la consegna.

Nell’involucro – che Abdelijalil ha in tasca – vi sono 8 grammi di cocaina. Da lì alla perquisizione nell’abitazione in cui vivono i due fratelli nordafricani il passo sarà breve.

E nascosta fra quelle quattro mura viene trovata altra “polvere bianca”, si tratta di 32 grammi di stupefacente.

Ma in quell’abitazione – presa in affitto dal 39enne – viene trovata anche una bella somma (17mila euro in contanti), del cellophane per confezionare le dosi di cocaina e un bilancino digitale per pesare la droga. Insomma, tutto il “kit” del perfetto spacciatore e scatta l’arresto. Fra l’altro finiscono in carcere alla Pulce due insospettabili, da diverso tempo nel nostro Paese e che lavorano regolarmente come operai.

Quest’operazione antidroga – coordinata dal pm Giacomo Forte – è avvenuta venerdì scorso e solo ieri mattina la vicenda è “filtrata” in tribunale, in quanto i fratelli marocchini sono comparsi davanti al gip Giovanni Ghini per l’udienza di convalida dell’arresto.

Assistiti dall’avvocato Matteo Marchesini, entrambi gli indagati hanno risposto alle domande del giudice. Il fratello più vecchio ha, in pratica, scagionato il più giovane, dicendo che la cocaina è sua e Abdelijalil non sapeva che la tenesse in casa, come pure non sapeva il contenuto del sacchetto che aveva chiesto di portargli nel parcheggio. Una versione confermata dal 36enne che, fra l’altro, è rientrato a Reggio da poco, essendo stato all’estero.Una ricostruzione ritenuta credibile dal gip Ghini che ha liberato il 36enne, mentre ad Abbes ha applicato gli arresti domiciliari.(t.s.)

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