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In calo gli abitanti e gli stranieri cambiano quartiere

In calo gli abitanti e gli stranieri cambiano quartiere

REGGIO EMILIA. Gli ultimi tre anni ci hanno consegnato una provincia con 2mila abitanti in meno (-0,3%), così come è diminuita di 6mila unità la popolazione straniera (-8,2% nell’ultimo triennio). La...

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REGGIO EMILIA. Gli ultimi tre anni ci hanno consegnato una provincia con 2mila abitanti in meno (-0,3%), così come è diminuita di 6mila unità la popolazione straniera (-8,2% nell’ultimo triennio). La nostra provincia a inizio 2016 contava 533.827 abitanti con una leggera maggioranza di donne (50,9%), e una popolazione straniera di 68.004 unità (12,7%). In aumento invece le acquisizioni di cittadinanza italiana (che sono passate dalle 613 del 2005 alle 4.215 del 2015) e che complessivamente negli ultimi tre anni sono state10.653.

Un quadro che risente molto del dato demografico del Comune capoluogo (che da solo rappresenta circa il 33% della popolazione provinciale). Al primo gennaio 2016 nel Comune di Reggio risiedevano 171.345 abitanti (con le donne che erano il 51,4%), mentre gli stranieri erano 28.955 (pari al 16.9%). Dopo il picco del 2012 con 172.883 abitanti, a cui corrispondeva una popolazione straniera di 31.757, è iniziata quella decrescita che continua tuttora e che nel 2014 ha fatto segnare la flessione più rilevante con 1.024 abitanti in meno. Interessante il dato sulle migrazioni. Nel 2015 il 6% (531 persone) è migrato dal Comune di Reggio verso l’estero, il 32% (3.300 persone) si è spostata in altri comuni italiani, e 6.379 persone (62%) da un quartiere all’altro nel comune capoluogo. Una migrazione con cui il Comune dovrà fare i conti per riparametrare servizi e bisogni. I dati contenuti nel 5°Rapporto sulla Coesione sociale presentato ieri, per questo hanno fatto dire al Sindaco Vecchi che «la decrescita demografica è un fenomeno da giudicare positivamente e che dà respiro al sistema dei servizi educativi, sociali e assistenziali del comune, da troppi anni sottoposti a un forte stress per l’arrivo di migliaia di nuovi abitanti ogni anno».

In pratica il Comune non dovrà più fare investimenti per nuove scuole, ma tener conto del cambiamento della domanda con attenzione particolare agli anziani, anche se il numero dei “grandi anziani” è stabile. Rispetto all’immigrazione il sindaco ha infine rilevato che «se l’immigrazione è in calo, il tasso di preoccupazione dei cittadini è più alto oggi rispetto al passato».

E il riferimento è all'arrivo dei rifugiati per i quali «occorre arrivare in tempi più brevi alla concessione del diritto d’asilo e superare le lungaggini per avviarli al lavoro a partire da quelli socialmente utili». (r.f.)

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