Stop alla vendita dei gadget fascisti
Passa la mozione presentata da Dario De Lucia contro l’apologia
REGGIO EMILIA. Stop alla vendita di gadget che evocano i regimi fascisti e nazisti nei mercatini e nei negozi di Reggio Emilia. Questi oggetti, infatti, «hanno una funzione evidentemente propagandistica integrando perfettamente il reato di apologia di fascismo», previsto dalla cosiddetta legge Scelba (645 del 1952).
È quanto deciso dal Consiglio comunale di Reggio Emilia che ha approvato ieri con 21 voti favorevoli della maggioranza una mozione presentata da alcuni consiglieri del Pd (primo firmatario Dario De Lucia) e Lucia Lusenti di Sel.
La mozione esprime in particolare «disapprovazione e condanna» per chi commercia e compra beni raffiguranti immagini del regime fascista e nazista e impegna la giunta comunale ad attivarsi «perché il reato di apologia del fascismo venga inserito nel codice penale consentendo così la repressione di reati specifici legati alla riproduzione di atti, linguaggi e simboli del nazifascismo».
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