«Anche gli stipendi sono arretrati»
San Martino in Rio: gli ex lavoratori Paterlini nuovamente sul piede di guerra
SAN MARTINO IN RIO. È di nuovo battibecco tra i lavoratori della ditta Paterlini, di cui è stato dichiarato il fallimento nei giorni scorsi, e la proprietà. Dopo la notizia, pubblicata ieri dalla Gazzetta, della dichiarazione di fallimento della Presidio, già Paterlini, e della nascita di Rma, Reggiana Macchine Agricole, i lavoratori sono di nuovo sul piede di guerra. Alcuni di loro, in particolare, desiderano specificare che non devono percepire dall’azienda soltanto una quota di Trattamento fine rapporto, come indicato invece dal titolare. E che il numero degli ex dipendenti della Paterlini sono di più rispetto a quelli dichiarati dalla proprietà.
«I dipendenti che si sono dimessi e con cui la Presidio srl, ex Paterlini è in debito sono almeno 20 – spiegano i lavoratori –. Tra l’altro questi dipendenti avevano firmato gli accordi alla Direzione territoriale del lavoro con l’azienda, con la previsione di un piano di rientro in due anni. L’azienda non ha rispettato questo accordo, ad eccezione delle prime quattro rate. Per alcuni ex dipendenti quindi, non rimangono solo da percepire alcune quote del Trattamento fine rapporto, ma anche degli stipendi, arretrati e non retribuiti. Siamo stato costretti a chiedere, a suo tempo, la mobilità con il conseguente licenziamento perché non c’erano le condizioni per un nuovo impiego alla Reggiana Macchine Agricole. O almeno non eravamo dispostui a rinunciare ai nostri diritti e ai nostri soldi, come ci era stato chiesto dall’azienda. Certo, noi lavoratori non perderemo i soldi, ma perché, in quanto creditori privilegiati, sarà l’Inps con i soldi dei contribuenti, a pagarci il Trattamento fine rapporto. Ma per chi ha ancora stipendi arretrati, che fine faranno questi soldi visto che la Paterlini ha cambiato, nel frattempo, ragione sociale e sede? – concludono i lavoratori – A Paterlini chiediamo: non era meglio cercare di salvare l’azienda storica, quand’era possibile? Noi ci siamo rimboccati le maniche, ma abbiamo la coscienza pulita». (s.a.)
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