Gazzetta di Reggio

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Pd, tutti insieme verso il nuovo congresso

Sono una quindicina i reggiani nell’assemblea nazionale convocata a Roma. E tutti hanno un motivo per lanciare la sfida

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REGGIO EMILIA. Tutti insieme appassionatamente verso il congresso. Sono poco più di una quindicina i politici reggiani che risultano iscritti all’anagrafe interna del Pd come componenti dell’assemblea nazionale, l’organo che domenica potrebbe essere chiamato ad esprimersi per decidere se andare o meno a congresso. Una riunione invocata nell’ultima direzione nazionale dall’ex premier, Matteo Renzi, che citando lo statuto ha indicato nell’assemblea il punto di partenza di un percorso lungo circa 45 giorni, comprese le convenzioni e i congressi dei circoli, che entro marzo porterebbe il Pd ad eleggere il suo nuovo segretario o a confermare lo stesso Matteo Renzi.

«Io vorrei fare un congresso – ha spiegato Renzi – ma sarà l’Assemblea a decidere se farlo o no e a deciderne le modalità, sapendo che c’è un appuntamento imminente con le elezioni, perché è evidente che nell’arco dei prossimi mesi andremo alle elezioni politiche, che noi e altri più di noi in questi giorni hanno invocato». Nel caso in cui l’assemblea sia convocata, difficile dire quanti saranno i reggiani che si presenteranno domenica a Roma. Quel che è certo, invece, è che tutti sembrano favorevoli alla proposta di andare a congresso. Non solo la pattuglia reggiana di renziani, che dopo la débâcle referendaria hanno voglia di ricontarsi, senza tralasciare un chiarimento interno con l’ala più critica dell’area. Ma anche, e soprattutto, i non renziani, intenzionati invece spostare l’asse del partito verso posizioni diverse rispetto a quelle avanzate a livello nazionale dall’attuale segreteria. Una sfida che si giocherà principalmente sul fronte delle regole di ingaggio. E che, rispetto all’ultimo congresso del 2013, si potrebbe svolgere con un ordine temporale inverso rispetto ai congressi provinciali. Nel 2013, infatti, il congresso provinciale che portò alla vittoria dell’allora bersaniano, Andrea Costa, si svolse a novembre, un mese prima di quello nazionale in cui trionfò Renzi, portando Reggio nella difficile posizione di un segretario che era espressione di una mozione che a livello nazionale risultò sconfitta. Uno scenario in parte ricomposto dal Pd reggiano nei mesi successivi con la formazione della segreteria, ma sul quale con il prossimo congresso non si possono escludere nuovi scossoni. Non solo in funzione congressuale: la sfida alla segreteria apre anche ad una prospettiva elettorale per le candidature alle politiche, per le quali bisognerà comunque attendere il responso della Consulta sulla costituzionalità dell’Italicum. (e.spa.)

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