Gazzetta di Reggio

Reggio

l’indagine parallela

Sequestrati beni agli Arena cosca del “debutto” di Giglio

REGGIO EMILIA. Beni per 2,5 milioni di euro sono stati sequestrati ai fini della confisca dai finanzieri della Compagnia di Crotone ai massimi esponenti della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. Una...

1 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Beni per 2,5 milioni di euro sono stati sequestrati ai fini della confisca dai finanzieri della Compagnia di Crotone ai massimi esponenti della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. Una cosca vicino alla quale, inizialmente, c’era proprio Giuseppe Giglio, pentito in Aemilia che agli inizi della sua carriera imprenditoriale operava con la famiglia di Isola Capo Rizzuto. Fatti confermati dallo stesso Giglio, che parla poi dell’interessamento del boss cutrese Nicolino Grande Aracri, che voleva prendere Giglio sotto la sua ala per moltiplicare i suoi affari.

Il provvedimento di sequestro, emesso dal Tribunale di Crotone, è giunto al termine di indagini patrimoniali coordinate dal capo della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri, dall'aggiunto Vincenzo Luberto e dal pm Domenico Guarascio a carico di Nicola Arena, di 79 anni, Massimo Arena (51), Pasquale Arena (49), Salvatore Arena (25), Francesco Ponissa (56) e Luigi Terasi (53), condannati a vario titolo - ad eccezione di Pasquale Arena - per turbata libertà degli incanti, estorsione e usura aggravati dal metodo mafioso. Le indagini hanno riguardato anche i prestanome della cosca. Il sequestro ha riguardato 14 fabbricati, un terreno agricolo, una società che opera nella coltivazione di cereali ed ortaggi e due ditte individuali, oltre a diverse quote societarie, polizze assicurative, conti corrente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google