Fiato sospeso su Unieco per mille imprese reggiane
Il salvataggio di Mps sta influenzando quello della cooperativa di costruzioni In bilico un indotto locale che vale un fatturato 2013-2016 di 230 milioni di euro
REGGIO EMILIA. Dal 2013 al 2016 Unieco ha pagato fatture per 230 milioni di euro a 910 imprese reggiane che fanno parte del suo indotto. Una media di circa 200mila euro per ciascuna azienda locale, frammenti rilevanti per il fatturato di ciascuna di queste realtà e che, se cancellati, metteranno a serio rischio la filiera reggiana cresciuta con Unieco, cooperativa di costruzioni che attende di sapere se potrà lavorare ancora o se dovrà portare i libri in tribunale. Il destino della coop - che lavora e ha già ristrutturato il debito con tutti i suoi fornitori - dipende ora dalla trattativa tra il fondo Oxy e il Monte Paschi di Siena, quest’ultimo maggior creditore di Unieco e banca oggetto a sua volta di un salvataggio alquanto arduo. L’idea messa in atto da Unieco prevede lo scorporo del suo patrimonio immobiliare, offerto come controvalore al pool di 13 banche - con Mps capofila - sul debito bancario da 360 milioni di euro. Un’operazione non finalizzata perché Mps chiede una maggiore valorizzazione dei propri crediti, che al 2014 erano di circa 100 milioni di euro.
La decisione sospesa da parte della banca tiene in scacco, per l’appunto, il vasto indotto di Unieco. La consorella Coopsette, già precipitata nella procedura di liquidazione coatta amministrativa, vanta un passivo totale di oltre 700 milioni di euro ma con minor presenza di fornitori locali reggiani. Nel caso in cui Unieco facesse la stessa fine, invece, l’effetto su Reggio e provincia sarebbe anche più dirompente. L’indotto utilizzato da Unieco è su base fortemente locale. Nel quartier generale di via Ruini si tenta il rilancio definitivo con lo scorporo di immobili e delle partecipazioni, la vendita di rami non più considerati core - come quello dei rifiuti -, per avere infine una posizione debitoria alleggerita a tal punto da assicurare la continuità aziendale.
Il cda di Unieco presieduto da Cinzia Viani ha pieno mandato dai soci per giocare quest’ultima carta. In portafoglio ci sono diversi ordini ma il pallino è in mano alle banche. La politica, vista la crisi imperante e le insidie attorno a quel mondo, sembra essersi sfilata dalla galassia delle cooperative rosse, che galleggiano in attesa di tempi migliori sia per il mattone sia per la finanza del movimento, che ha speso soldi a non finire entrando in riserva.
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