Furto anche nella sede dell’Associazione mutilati
Colpiti gli uffici in via Wybicki, i ladri hanno atteso all’interno la chiusura serale Rubato denaro e devastate le stanze. La responsabile: «Deprecabile e avvilente»
REGGIO EMILIA. Anche l'Associazione nazionale mutilati e invalidi civili è stata presa di mira dai ladri, probabilmente gli stessi che nel fine settimana hanno messo a segno un furto ai danni della parrocchia di Sant’Antonio da Padova, nel quartiere di Rosta Nuova. La sede dell'associazione infatti si trova in via Wybicki 7 proprio di fronte alla chiesa, dalla quale domenica sono sparite le offerte, ben 300 euro donati dai fedeli durante le funzioni del fine settimana. Ed è molto probabile che a compiere i furti siano state le stesse persone mentre su entrambi i colpi indaga la polizia.
All’Anmic l’effrazione è stata scoperta lunedì mattina e subito denunciata: i malviventi hanno messo le mani su un centinaio di euro in monete, un fondo cassa tenuto per dare il resto ai soci in un periodo di rinnovi e iscrizioni. L’ufficio dell’associazione e un altro accanto (al piano terra infatti si trovano le sedi di diverse realtà di volontariato reggiano proprio vicino alla sala civica del quartiere) sono stati messi a soqquadro, con cassetti e armadi aperti e rovistati. Nessun segno di effrazione e questo lascia pensare che chi ha compiuto il furto si sia nascosto rimanendo all’interno della struttura dopo l’ultima chiusura, per poi fuggire, una volta presi i soldi, attraverso l’uscita di sicurezza, una porta con maniglione antipanico.
Non sono stati toccati computer e altri oggetti di valore. Ai ladri evidentemente interessavano solo i soldi, così come è accaduto in parrocchia, senza alcuno scrupolo nel compiere un furto in un luogo di culto né tantomeno ai danni di un’associazione di volontariato che da decenni (qualche settimana fa l’Anmic ha festeggiato i suoi 60 anni di attività) opera anche nel Reggiano, tutelando i diritti dei più deboli.
A Reggio Emilia grazie alla dedizione e perseveranza della responsabile provinciale Mara Cadonici, il cui impegno è stato riconosciuto di recente anche con la nomina a ricoprire il ruolo di uno dei due vice presidenti regionali di Anmic. Determinazione che la Cadonici ha dimostrato anche in questa occasione denunciando subito l’accaduto, e il proprio personale sdegno per azioni tanto vili: «Ringrazio coloro che nel fine settimana hanno fatto visita all’associazione Anmic, ente morale per la tutela, e tanto altro, dei disabili) – ha scritto con malcelata ironia la Cadonici sul proprio profilo Facebook – è mio desiderio che coloro che si sono impossessati indebitamente di quella piccola cifra ne avessero veramente bisogno. Con l’occasione comunico che coloro che operano in nome e per conto di tale associazione sono persone volontarie e che nelle casse dell’associazione non esistono mai cifre significative da poter soddisfare esigenze di persona anche se con minime pretese».
«È deprecabile e avvilente – aggiunge poi di persona – che ci siano individui disposti a rubare pochi spiccioli e ai danni di realtà come una parrocchia e associazioni di volontariato che si prodigano tutti i giorni per aiutare le persone con maggiori difficoltà. Ora saremo costretti a moltiplicare lo scrupolo e l’attenzione, già comunque molto alti, per evitare che episodi analoghi possano ripetersi. Valuteremo intanto se tutelarci con un’assicurazione ad hoc, anche se finora non ne avevamo sentito la necessità».
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