Joeri Dubbe danza alla Fonderia 39
Reggio Emilia, il ballerino presenta “Kitsune”, a seguire “L’eco dell’acqua” di Philippe Kratz
REGGIO EMILIA. Per la prima volta la Fonderia 39 ospita una compagnia straniera da quando è diventata Centro di produzione della danza. Succederà sabato 17 dicembre alle 20.30 con la compagnia Dubbe impegnata in “Kitsune” di Joeri Dubbe. Dubbe, ex danzatore del Dutch National Ballet e del Nederlands Dans Theater, ora si dedica esclusivamente alla coreografia come artista freelance sotto l’egida di Korzo (centro di produzione per la danza - Den Haag, Olanda). Nella stessa serata Aterballetto presenterà “L’eco dell’acqua” di Philippe Kratz.
«Kitsune è una parola giapponese che vuol dire volpe – ci spiega Joeri Dubbe –. Mi rifaccio all’antica mitologia di quel paese, lavorando con il drammaturgo svizzero - italiano Arno Ferera disegnatore delle maschere indossate dai danzatori: un corvo, una lucertola e una volpe. In una foresta realizzata con un preciso gioco delle luci, la volpe rientra in una sorta di rito iniziatico. Questa condizione legata alle maschere, mi ha dato l’opportunità di creare una nuova danza in cui si tiene presente il dualismo uomo-animale. Il corvo rappresenta il ponte tra la vita e la morte – spiega il coreografo – io sono la lucertola, ovvero lo sciamano che guida il rituale. Il tutto vivificato da celebri note musiche vivaldiane opportunamente mixate».
Nell’altra parte della serata, che chiude la rassegna “Fall in dance”, Aterballetto affronta “L’eco dell’acqua” di Philippe Kratz, una meditazione sul destino dell’uomo costruita dal talentuoso danzatore della compagnia su una partitura avvolgente che spazia da Federico Albanese a Jonny Greenwood. «Non soltanto il tempo scivola via come l’acqua, secondo Goethe, anche l’anima dell’uomo», scrive Kratz nelle note di sala. E il corpo? «A volte i corpi piovono sui campi come le pesanti nuvole di polvere raccontate da Goethe in una delle sue più belle liriche: “Canto degli spiriti sulle acque”. Da questa lettura e dall’episodio dell’abbattimento di un aereo civile in Ucraina da parte di un missile militare nasce questa coreografia». La riflessione associata all’immagine dei corpi inconsapevoli che precipitano per aria, ha il profilo di un monito allegorico. Un’idea incombente di instabilità che nell’intera compagnia diventa incubo.
Joeri Dubbe , inoltre, domani e domenica sarà protagonista di un workshop alla Fodneria 39 assieme a Carolina Mancuso e Sarah Murphy.
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