Lombroso: «Occorrono scelte impopolari»
Il meteorologo di Unimore non ha dubbi: «Vanno tolti dalle strade tutti i veicoli tranne quelli elettrici»
REGGIO EMILIA. Che inverno sarà? «Impossibile da prevedere in modo scientifico, ma le temperature in montagna sono preoccupanti». Gli ultimi giorni hanno consegnato ai reggiani nebbia e freddo in pianura più che in montagna. Per Luca Lombroso non c’è modo di affermare con certezza se sarà il motivo dominante della stagione in arrivo.
«Da un certo punto di vista l’inversione termica è normale - ha risposto il meteorologo dell’ateneo di Modena - in condizioni di alta pressione e a causa della nebbia. Tuttavia, c’è da preoccuparsi per quanto siano elevate le temperature in montagna. C’è caldo in quota e mancano le nevicate: le temperature non permettono nemmeno agli spara-cannone di essere efficaci».
Più efficaci dovrebbero essere per Lombroso le azioni dell’uomo. Troppo facile demandare ad altri la scelta; inutile sostenere che devono essere i “grandi” del pianeta a dare il buon esempio, applicando e migliorando i vari protocolli sul clima. «Tutti possono fare la propria parte - ha esortato Lombroso - per esempio smettendo di tenere la porta aperta con il riscaldamento acceso. C’è in gioco la sopravvivenza della specie umana a lungo termine e, più nel breve, la vivibilità del nostro territorio».
Un territorio che potrebbe essere anche più sicuro se più pulito.
«Alla qualità dell’aria è legata in modo indiretto la sicurezza - ha ripreso il meteorologo - perché una città pulita invoglia di più le persone ad uscire».
E c’è da risolvere il problema delle polveri sottili...
«Vi sono a Rfeggio Emilia - ha ribadito Lombroso - come a Modena e in altre città dell’Emilia Romagna. Nella nostra regione c’è un Piano aria integrato molto ambizioso: basta applicarlo. Se i singoli problemi sono affrontati a sé c’è un rischio: risolvere un aspetto e non risolvere, se non aggravarne, un altro. Occorre vedere la situazione in modo sistemico».
Quanto contano le azioni delle amminsitrazioni comunali?
«Occorrono cambiamenti e scelte che possono apparire anti-culturali o impopolari ma che renderebbero le città più vivibili. Il problema non è avere un parcheggio in più, ma togliere dalla strada i veicoli, se non quelli elettrici. Va bene intervenire sui centri storici, ma poi il traffico si sposta sulle periferie, dove ci sono i centri commerciali. Sulle ciclabili c’è ancora molto da fare». (g.f.)
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