Gazzetta di Reggio

Reggio

«Ora dobbiamo stare vicini alla bimba»

di Ambra Prati
«Ora dobbiamo stare vicini alla bimba»

Il papà di Chiara Giovanardi non si dà pace per la morte improvvisa della figlia 35enne: «Siamo tutti sotto choc»

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REGGIO EMILIA. «Mia figlia, da poco mamma, era al settimo cielo. Faceva tanti progetti. Siamo sotto choc». Scuote la testa Olinto Giovanardi, papà di Chiara, la giovane 35enne trovata morta in casa martedì mattina dalla mamma Patrizia Frambolli. A significare che non ci sono parole sufficienti per esprimere un dolore così lancinante. Sarà un Natale amaro, questo alle porte, per la famiglia Giovanardi, chiusa nel suo dolore nella casa a schiera di via Pierino Reverberi a Bagno.

Nella stessa casa risiede anche il fratello di Chiara, Fabian, che lavora alla cooperativa Lo Stradello di Scandiano. Il nucleo familiare, già unito, si è stretto ancora di più di fronte a un decesso improvviso calato come un fulmine a ciel sereno su una coppia di giovani piena di speranze e di sogni. Una coppia che solo l’anno scorso si era sposata nella chiesa Natività San Giovanni Battista di Bagno, a pochi metri da via Reverberi, per andare poi a vivere in una palazzina gialla in via Pajetta prima della chiesa, a 500 metri dai genitori di lei.

Nell’aprile scorso la coppia aveva visto coronare il sogno d’amore con la nascita della prima figlia. Una gioia indescrivibile. Una felicità immensa che in un attimo si è sgretolata.

E’ lunedì quando Chiara inizia ad accusare qualche disturbo. Martedì mattina, alle 7.20, il marito Simone Burani va al lavoro ma prima chiama la suocera: Chiara non sta bene e non vuole lasciarla a casa da sola con la figlioletta di otto mesi. La madre corre subito a casa della figlia ma non va subito in camera da letto, non vuole disturbarla mentre riposa. Solo quando sente il pianto insistente della neonata entra e la scena è delle più terribili. Chiara è riversa sul letto ormai senza vita.

Una tragedia improvvisa, che al momento rimane senza un perché. «La gravidanza era andata bene, a parte qualche problema di pressione alta, che Chiara non aveva mai accusato prima. Era seguita da due ginecologi e la situazione era stata riportata sotto controllo – ci spiega il padre – domenica sera Chiara aveva accusato vomito e dissenteria: abbiamo pensato a un semplice virus gastrointestinale o a una banale influenza».

Nemmeno il medico legale si è azzardato a fare ipotesi. «Anche i sanitari non ci hanno capito nulla - prosegue papà Olinto - ora faranno l’autopsia... vedremo se potremo avere qualche risposta».

L’autopsia sarà effettuata nei prossimi giorni. Ma ora la priorità per chi ha amato Chiara è un’altra: prendersi cura della neonata, destinata a crescere senza l’amore sconfinato della mamma, felicissima per quella creatura che le riempiva le giornate e la vita. «La bambina sta bene, per fortuna, Chiara iniziava a pensare allo svezzamento. Ora dovremo stare vicino al papà – scuote ancora la testa Olinto – siamo sconcertati, ancora non ci rendiamo conto».

Simone Burani, il marito, ieri era in cortile impietrito, accanto la sorella accorsa in supporto che tentava di consolarlo. «Quando sono arrivato io era già successo - ci dice con un filo di voce -. Scusate, ma ora devo portare il latte alla bimba».

Non solo Reggio, ma anche Rubiera è in lutto per la scomparsa della 35enne: lì la giovane lavorava alla Gima Spa (gruppo mangimi italiani) dove la notizia si è presto diffusa tra i colleghi increduli. Lì lavora il marito di Chiara, Simone Burani, alla P.A. Spa, una ditta che produce accessori per il lavaggio ad alta pressione. Lì abitano anche i i nonni paterni. Ed è a Rubiera che Chiara e Simone si erano conosciuti prestando il loro tempo alla Croce rossa locale.

«Chiara ha fatto la volontaria da noi per dieci anni, poi con la gravidanza ha smesso – afferma il responsabile di servizio Cri Fortunato Maseroli –. Simone l’ho visto crescere: ha fatto l’obiettore di coscienza qui nel 1995, poi è rimasto come volontario. Si sono conosciuti in associazione e si sono innamorati. Un bravo ragazzo, siamo addolorati».

Anche il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro ha voluto esprimere le condoglianze del paese: «Non esistono le parole giuste davanti a certe notizie. Una ragazza dolce, una giovane mamma che scompare così, all'improvviso, ti fa semplicemente chiudere la gola. Si può solo esprimere, credo, vicinanza a chi oggi deve affrontare questo immenso dolore. Coraggio».

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