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Torri: «Sì in Regione al reddito minimo proposto da Sel»

Torri: «Sì in Regione al reddito minimo proposto da Sel»

L’Assemblea approva: fino a 400 euro al mese per un anno «È un passaggio fondamentale dell’intera legislatura»

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CASINA. Un reddito minimo, una soglia di reddito al di sotto della quale i cittadini dell’Emilia Romagna avranno diritto a un sostegno economico dalle istituzioni. L’Assemblea regionale ieri a Bologna ha approvato la legge di contrasto alla povertà e sostegno al reddito (fino a un massimo di 400 euro al mese per un anno ), col voto favorevole di Sel e Pd, l’astensione di M5S e Altra Emilia Romagna e il voto contrario del centrodestra. Tra i sostenitori, il casinese Yuri Torri, consigliere regionale di Sel. «Ho sottoscritto anch’io, con i colleghi di maggioranza, questa legge che porta come prima firma quella di Igor Taruffi, capogruppo in Regione di Sel. È un passaggio fondamentale per l’intera legislatura, per la portata dell’intervento e soprattutto per il significato. Una misura per intervenire direttamente a contrasto delle diseguaglianze e sulla base di un principio solidaristico che in politica tende ad essere sempre più trascurato. La Regione, da qui in avanti, interverrà con risorse e regole proprie a sostegno delle fasce più deboli della società. Un intervento su base universalistica, quindi rivolto ai singoli individui e legato a percorsi di inserimento sociale. Che si aggiunge agli altri strumenti di welfare già attivi. La legge nasce da un percorso lungo e complesso avviato con un ordine del giorno di Sel, collegato al bilancio dello scorso anno. Il confronto è poi proseguito nell’intergruppo, che ha coinvolto consiglieri di diverse provenienze ed associazioni, e in vari incontri con le realtà che sui territori possono essere interessate dal provvedimento. Una legge di iniziativa dei consiglieri di cui non è un dettaglio richiamare l’origine, parte integrante di una misura che nasce per rispondere a problemi stringenti della società attuale ma che ha caratteri strutturali. In quest’ottica, abbiamo approvato anche un ordine del giorno che fissa già alcuni criteri in base ai quali sviluppare il lavoro una volta valutati i primi risultati: un allargamento dell’accesso modificando le soglie; un utilizzo regionale anche dei fondi stanziati dallo Stato e non spesi; avviare attività di studio e ricerca per rendere sempre più qualificati ed efficaci gli strumenti introdotti dalla legge». (l.t.)

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